haute couture

Orange is the new Giorgio Armani Privé

Isabelle Huppert, Olga Kurylenko, Nicole Kidman, Miroslava Duma e altri vip: come sempre ricco il parterre della sfilata Giorgio Armani Privé, che nelle creazioni presentate al Théatre National de Chaillot di Parigi sceglie un colore, l'arancio, come filo conduttore.

 

Viene fin troppo facile, vedendo la collezione, riallacciarsi al titolo della serie televisiva statunitense Orange is the new black: Armani punta sull'arancio «perché emana energia, è vitaminico, simboleggia la positività».

 

Il leitmotiv della sfilata è l'ibridazione tra Occidente e Oriente, Nord e Sud. L'inizio è affidato a completi in cui il nero dei pantaloni fa da contraltare alle fantasie di giacche e top, che rimandano ai motivi decorativi di territori lontani, in un excursus dall'India al mondo arabo, strizzando a volte l'occhio al folklore dei Paesi dell'Est europeo.

 

L'arancio, inizialmente accennato, diventa protagonista delle uscite successive. Si ritrova ovunque: in versione traslucida nelle ampie bluse con tasche a contrasto, nelle piccole giacche in pelle sagomata, nei coat-vestaglia chiusi da una cintura in tessuto, nella scenografica stola che chiude lo show, nei blazer rivestiti di paillette e nelle gonne: lunghe e morbide come nuvole, aderenti e traslucide, in movimento grazie a scenografiche architetture plissettate.

 

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