HAUTE COUTURE PARIS

Chanel est encore ici

Purezza di stile e originale reinterpretazione dei codici Chanel: l'atmosfera che si è respirata alla sfilata haute couture della griffe nell'era di Virginie Viard è quella di un'esplorazione nell’archivio della memoria, per comunicare che il passato è sempre la base di ogni sviluppo futuro.

Viard, direttore creativo dalla scomparsa di Karl Lagerfeld - in carica dal 1983 alla sua morte nel febbraio scorso - ha trasformato il Grand Palais in una mastodontica biblioteca con piccole salette da lettura, dove la sua giovane donna, colta e rilassata, indossa un guardaroba all’insegna della sobrietà, con cappotti dal taglio sartoriale e miniabiti costellati da diverse varianti di fiocco in versione piatta.

Il tailleur, capo cult della maison, viene interpretato nella versione pantalone con mini giacche doppiopetto dal taglio oversize e pantaloni allargati sui fianchi.

I colori di punta sono il rosso corallo, il fucsia, il verde smeraldo e il blu petrolio, accanto ai classici   nero, bianco e beige, amati da Mademoiselle Coco.

Inscindibile la relazione che lega gli abiti haute couture alla sera, che in questa collezione è presente con un numero maggiore di capi rispetto al solito.

Lunghi vestiti in tweed o in chiffon sono arricchiti da inserti floreali, mentre i maxi robe manteau, monopetto e doppiopetto, nei tipici tessuti bouclé sono chiusi da lunghe file di bottoni. Massima attenzione ai dettagli, che sfocia nei preziosismi di rilassati kimono in seta o con volant di tulle leggero e impalpabile.

Il front row era popolato di star e influencer da sempre legate a Chanel, da Margot Robbie a Inès de la Fressange, fino a Isabelle Huppert, Caroline de Maigret e Cecile Cassel.

a.c.

PARIS HAUTE COUTURE FW 19-20: CHANEL




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