HAUTE COUTURE PARIS

Schiaparelli vista da Roseberry e la sinfonia in nero di Dior

Iniziata ieri con Christopher Josse e Maurizio Galante, solo per citare due nomi, la haute couture parigina è entrata nel vivo oggi con Schiaparelli, Iris Van Herpen e Dior. Stasera sarà la volta di Giambattista Valli e Azzaro Couture.

Riflettori puntati stamattina sul nuovo corso di Schiaparelli, sotto la direzione artistica di Daniel Roseberry, che ha preso il posto di Bertrand Guyon.

Dopo dieci anni alla corte di Thom Browne, il designer di origine texana, ma newyorkese d'adozione, ha raccontato a margine dello show come ha vissuto la fase di passaggio tra l'ultimo decennio della sua vita e la nuova sfida con il marchio ideato nel secolo scorso da Elsa Schiaparelli.

Ha descritto se stesso nel suo appartamento «stretto come una scatola di scarpe», ma anche in strada, a passeggio tra Downtown Manhattan e Chinatown, pensando alla natura della creatività.

«Essere un artista - ha sottolineato - significa aggrapparsi all'esuberanza, all'ingenuità e al senso di meraviglia. Cinismo, senso della realtà, essere snob: sono questi i nemici dell'artista. La vita è una continua trasformazione, non la più sicura né la più facile, ma la più esilarante».

Per ricreare in pedana questa fase di riflessione, seguita dalla progettazione della prima collezione per Schiaparelli, Roseberry ha ideato uno show in cui le modelle sfilavano intorno a lui seduto a una scrivania, a tratteggiare una «storia in tre capitoli»: il giorno, ispirato all'inquietudine dell sculture di Jack Whitman e all'estetica con imbottiture di Sarah Lucas; la notte, un matrimonio tra déco e surrealismo, glamour e brutalismo; infine il sogno, regno della fantasia assoluta.

Il tutto sul filo rosso di un approccio anticonvenzionale alla moda, sulla stessa lunghezza d'onda della personalità della fondatrice.

Quanto allo show di Iris Van Herpen, il momento clou è stata l'uscita di Celine Dion vestita con un abito giocato sulle trasparenze e su effetti ottici tridimensionali.

Alle 14.30 è andato in scena l'atteso défilé di Dior, nella giornata in cui Maria Grazia Chiuri viene insignita della Legion d'Onore.

All'interno dell'hotel particulier di avenue Montaigne 30, storica sede della maison, è stato costruito un ambiente dominato dalle tonalità del grigio e del carbone, progettato dall'artista femminista Penny Slinger, che ha puntato su elementi ad alto valore simbolico: un albero con grandi rami e profonde radici e il richiamo all'antica figura della cariatide, colei che sorregge i templi e, per esteso, il mondo.

Tanto nero in passerella, con donne completamente velate, rigorose e misteriose, ma anche la sorpresa dell'oro che si trasforma in una vera e propria "casa", una piccola scultura da indossare. In primo piano una domanda, scritta su un abito bianco: «Are clothes modern?».

Domani si parte subito con un pezzo da novanta, Chanel, ma anche la serata non è da meno, con Giorgio Armani Privé e Givenchy.

Mercoledì 3 luglio riflettori puntati su Maison Margiela, Franck Sorbier, Elie Saab, Ronald Van Der Kemp, Jean Paul Gaultier, Viktor & Rolf, Zuhair Murad, Valentino e dalla Cina Guo Pei. Il 4, infine, è la giornata dell'alta gioielleria (nelle foto, da sinistra, Schiaparelli e Dior).

a.b.

PARIS HAUTE COUTURE FW 19-20: SCHIAPARELLI




PARIS HAUTE COUTURE FW 19-20: CHRISTIAN DIOR





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