i buyer a milano moda donna

Geniale Moncler, forte Prada, Versace in forma: una fashion week brillante

Quella che si è appena conclusa è stata, per i buyer internazionali intervistati da fashionmagazine.it, una settimana della moda riuscita, brillante, senza cadute di ritmo dall'inizio, con il mega evento di Moncler, alla fine con il super show di Tommy Hilfiger. Sono piaciuti Prada (nella foto) e il suo ritorno al colore, Versace per il quale continua una fase dinamica, Missoni in grado di iniettare una buona dose di innovazione in un dna solido, Attico entrato ormai di diritto nel novero delle griffe di successo.

 

Gucci è storia a sé: il suo percorso è unico e proprio per questo sfugge alle categorizzazioni. In ogni caso crea buzz e, soprattutto, continua a vendere. Convince il new deal di Jil Sander, mentre da Cavalli Paul Surridge sembra aver trovato la ricetta giusta per coniugare dna e contemporaneità. Tra i giovani si fanno notare Vivetta, Arbesser e Lucio Vanotti. Due i macro-trend emersi dalla fashion week: da un lato l'appeal inossidabile dell'heritage e dall'altro un'impetuosa, salutare corrente di rinnovamento, di cui Moncler è stato il portabandiera.

 

Al netto di un happening che comunque si farà ricordare, la scelta del brand guidato da Remo Ruffini di puntare su un format inedito, attraverso la collaborazione con gli stilisti e 12 collezioni l'anno, dà una risposta forte a un mercato che chiede a gran voce un cambiamento. Il lusso in sé è una componente necessaria ma non sufficiente per competere: occorrono nuovi linguaggi, formule e tempistiche, per dare una scossa all'alto di gamma e proiettarlo nel futuro.

 

 

Ken Downing

Fashion director e senior vice president Neiman Marcus

Usa
«La mia collezione preferita? Prada. Ho adorato il suo spirito irriverente, la New Wave anni Ottanta rielaborata in chiave quotidiana e ravvivata da colori brillanti al neon. Penso che quella presentata da Missoni sia stata probabilmente la miglior collezione firmata da Angela nei suoi 20 anni di direzione stilistica. Accattivanti la palette autunnale scelta da Etro e le influenze del Native American South West, che hanno dato vita ad alcuni dei capispalla più interessanti fra quelli visti a Milano. Anche Attico ha colto nel segno: la sua collezione da diva cinematografica degli anni Venti-Trenta rappresenta esattamente quello che le clienti aspettavano. Mi piacciono i viaggi che a ogni stagione Alessandro Michele e Gucci ci fanno intraprendere:  quello per la prossima stagione sarà più romantico del solito. Considero il vero evento della settimana quello organizzato da Anna Dello Russo per mettere all'asta il suo guardaroba, ma a sorprendere è stato Moncler: una presentazione superba, anche se aver invitato così tanta gente non ha reso facile l'esperienza. Ho apprezzato particolarmente il lavoro di Pierpaolo Piccioli e di Simone Rocha per il brand. Gli hot item della stagione? In generale il poncho e le paillettes usate anche di giorno, anche se resiste l'abito sartoriale».

 

Marina Larroude

Fashion director Barneys New York

Usa

«L'atmosfera in città è stata elettrica. Tutti i grandi marchi non hanno deluso: ho apprezzato Prada, Fendi, Dolce&Gabbana. Moncler, geniale, è riuscito in un'impresa non facile: combinare alla perfezione gli aspetti commerciali e fashion. Anche dai brand indipendenti ho avuto grandi conferme: Vivetta cresce a ogni collezione e anche The Gigi è un progetto che sta acquistando sempre maggiore credibilità».

 

Marina Radenko

Womenswear buyer Tsum (Mosca)

Russia

«Per noi quella di Milano è una delle fashion week "most visited". A parte i big name, come Prada e Gucci,si è distinto Marco De Vincenzo per la capacità di combinare tutto in modo giusto, soprattutto i colori. Un'altra maestra in questo senso è Stella Jean. Per quanto riguarda i nuovi nomi ovviamente li teniamo d’occhio e li vediamo nelle showroom: poi però è importante, per decidere, vedere come vanno per un paio di stagioni e aspettare che il loro dna sia ben consolidato. In Russia va forte il trend delle fake fur in tinte accese e divertenti: tutti apprezzano la tendenza ecofriendly in questo momento. Il colore è una componente importante del guardaroba. Una menzione va a Moncler: il suo evento dimostra che bisogna cambiare, creare cose nuove e presentarle in modo inedito, anche perché i fashionisti sono viziati e cercano continuamente novità».

 

Tiffany Hsu

Fashion buying director MyTheresa.com

Germania

«Lo spettacolo di Gucci è stato semplicemente eccezionale e giudico Prada una delle mie collezioni preferite, insieme a Jil Sander. Bellissime le borse di Marni e la logomania di Fendi. Con il progetto Genius Moncler ha ribadito la sua importanza sul mercato. I clienti sono sempre alla ricerca di qualcosa di nuovo e se riescono a combinare due dei loro designer preferiti in un unico marchio, è appunto semplicemente "geniale". Per quanto mi riguarda, ho trovato quelle di Pierpaolo Piccioli e Simone Rocha le collezioni più interessanti del progetto. Che dire delle tendenze che si affermeranno la prossima stagione? Check e tartan saranno più forti che mai, così come le influenze Eighties nelle calzature. Anche per il prossimo inverno saremo circondati da ugly sneaker e poi prepariamoci a un'invasione di rosso, perché "red is the new black"».

 

Candice Fragis

Buying and merchandising director Farfetch

Regno Unito

«Versace è stato anche stavolta grandioso. Ho amato il mix di colori e materiali e ancora di più mi sono piaciute le silhouette di ispirazione Eighties. Mi ha conquistato lo spirito glam di Moschino, con i suoi abiti in paillettes. Bene anche Eggs Romeo Gigli: un marchio tutto nuovo, con alle spalle un talento esperto. Per questa stagione le mie prime scelte per quanto riguarda le collezioni di abbigliamento sono Etro e Philosophy di Lorenzo Serafini, mentre per gli accessori scelgo Casadei. E sono letteralmente ossessionata dagli stivali di Fendi. Quanto all'idea di Moncler, è assolutamente smart e darà ottimi risultati: tra le otto collezioni ho preferito quelle di Simone Rocha e Noir Kei Ninomiya. Il must have di questa stagione saranno gli stivali da cowboy, colorati e con le pailletes. Fra i trend che avranno più presa dal punto di vista commerciale ci sono i colori, al neon e o brillanti come l'arcobaleno. E i mix di materiali: dalle paillettes al Pvc».

 

Coco Chan

Head of womenswear Stylebop

Germania

«La fashion week di Milano migliora di stagione in stagione. Il suo momento d'oro coincide con la rinascita di alcune aziende storiche come Gucci, ma anche Versace e Missoni sono in fermento. Si respira nuova energia intorno a Marni e a Jil Sander, che è stata la mia collezione preferita di ready-to-wear e anche a Ferragamo (il meglio per me tra le calzature), che raccoglie i frutti della nuova guida di Paul Andrew. Se devo pensare a giovani in netto miglioramento, mi viene in mente Lucio Vanotti: sta lavorando in modo misurato e intelligente per perfezionare il dna del marchio. Altri nuovi marchi dovrebbero prendere esempio. Mi ha impressionato il nuovo progetto di Moncler, perché risponde alle esigenze non solo dei Millennials ma di tutti i consumatori, che non si sentono più rappresentati da un'unica collezione stagionale, ma vogliono una moda più attuale e ricca di inventiva. Penso che il progetto del marchio con Pierpaolo Piccioli fosse semplicemente mozzafiato e anche quello con Simone Rocha è fortissimo: in entrambi i casi si tratta di collaborazioni naturali, senza forzature».

 

Noriko Fukushima

Chief coordinator Luxury Merchandise Dept.

Isetan Mitsukoshi Institute (Tokyo)

Giappone

«A Milano Moda Donna ho apprezzato in particolare Prada, che invece la volta scorsa non mi aveva convinto. Mi hanno conquistato le tinte vivaci, il mix di capi e di stili. Positiva anche l'evoluzione di Ferragamo con Paul Andrew alla direzione creativa della donna: trovo la collezione bella, non fashionista ma raffinata, confortevole, l'essenza del lusso. In questo momento in Giappone le donne si dividono in due categorie: da una parte le fashion victim che amano lo street, il logo e le proposte molto particolari e, dall’altro lato, le consumatrici che preferiscono uno stile elegante e femminile. Tutte hanno un debole per gli accessori, come le borse, e i cosmetici. Per questo è importante dare loro novità, in modo da motivarle all'acquisto».

 

Miyako Sekimoto

Fashion director Matsuya Co. Ltd. (Tokyo)

Giappone

«Mi sono piaciuti Fendi, Prada ed Emilio Pucci, hanno fatto un lavoro fantastico. In particolare, Fendi ha proposto una collezione molto classica, ma in cui ha inserito la moderna tecnologia, come nel caso dei Principe di Galles spalmati con poliuretano: un gioco di contaminazioni che pervade tutta la collezione. Di Prada ho apprezzato l'uso del colore e dettagli interessanti come le frange. Promuovo Emilio Pucci, le stampe sono fantastiche. Valide le giacche e le gonne imbottite con stampe colorate, oltre agli abbinamenti di gonne e sciarpe imbottite nella stessa fantasia. Credo che per il prossimo inverno le donne giapponesi opteranno per colori molto forti, stampe, gonne un po’ più lunghe del solito e con un look classico, ma con gusto moderno. Il nostro budget penso che rimarrà lo stesso, perché la debolezza dello yen sull’euro. Non ho visto Moncler ma è un progetto interessante: tante collezioni con otto diversi stilisti, una scelta importante per stimolare i clienti».

 

Silvano Vangi - Head womenswear buyer

LuisaViaRoma

Italia

«Durante le sfilate di Milano ho notato che molti brand stanno lavorando e puntando sull'heritage del brand: stile barocco per Versace, anni '70 per Missoni ed etnico per Etro. Prada ha fatto centro con i colori fluo. Gucci resta un leader, i suoi sono gli accessori che si venderanno di più ed è sempre bravo a creare buzz. Continua l'ottimo momento di Versace. Anche questo show è stato forte, con uno styling azzecatissimo. Stiamo vendendo benissimo il marchio della Medusa: c'è voglia di maison storiche che rinascono. Funzioneranno anche le sneaker, che Versace ha creato in collaborazione con il rapper 2 Chainz. Fra i trend che funzioneranno meglio c'è quello della cowgirl, visto da Alberta Ferretti e da Max Mara, brand che nelle stagioni invernali funziona benissimo, a cominciare dai cappotti Teddy Bear: ha il giusto rapporto qualità-prezzo. Geniale di nome e di fatto il progetto di Moncler: con otto uscite a stagione, finalmente il luxury sposa le logiche distributive del fast fashion ed era quello di cui avevamo bisogno. Oggi come oggi il prodotto che vediamo in passerella impiega troppo tempo ad arrivare in negozio e ci rimane troppo poco. Quanto alle otto collezioni di Moncler, sono tutte diverse tra loro e ognuna con un target preciso, a cominciare dalla 1952 di grandissimo impatto commerciale. Per quanto riguarda i nuovi nomi in ascesa, è necessario che noi buyer ci dedichiamo maggiormente a questo aspetto. Attico ormai è diventato una garanzia, ma ci sono anche Giuseppe di Morabito e 16 Arlington».

 

Rosy Biffi

Titolare Biffi Boutiques (Milano)

Italia

«Una fashion week vivace e propositiva: sono contenta che gli italiani escano con questa immagine. Vinciamo e l'evento di Moncler, che mi ha strabiliato per eccentricità e grandiosità del progetto - oltre che per le proposte vendibili - ha dato una sferzata di energia. Noi italiani stiamo dando da due o tre stagioni il meglio del meglio e per questo mi è difficile incoronare una griffe piuttosto che un'altra. A proposito degli emergenti, tireremo le fila dopo Parigi, così come per i trend, anche se più sono, più noi buyer siamo avvantaggiati. Come vedo il futuro? Secondo me c'è posto per tutti, anche per chi come si suol dire si presenta con la valigia, ossia i debuttanti. Molti sono nati così e io stessa ne ho visti arrivare da me e poi fare strade statosferiche. Non serve l'esibizionismo. All’estero i giapponesi di successo - da Yohji a Comme des Garçons - sono partiti tutti dal minimalismo. La creatività, quando c'è, si vede. Basta anche solo un metro quadro di spazio».

 

Federico Giglio

Titolare Giglio Boutiques (Palermo)

Italia

«Promuovo a pieni voti questa fashion week, perché fin dall'inizio ha espresso una grande vitalità e propositività, con un ritmo vivace da mattina a sera, molti happening e diversi spunti, da Moncler alle nuove scommesse di alcune griffe. Per esempio Cavalli, che ho trovato complessivamente azzeccata, perché ha riportato in auge il dna del marchio, attualizzandolo. Anche per l'uomo, che in genere non è mai stato il punto di forza di Cavalli, il direttore creativo Paul Surridge ha trovato la giusta chiave di lettura: rock, ma senza inutili esibizionismi da passerella. I nostri budget sono in crescita, stiamo lavorando bene online e offline. Emergenti? Uno dei marchi più interessanti in questo momento è Vivetta».

 

Paolo Mantovani

Titolare di Mantovani Boutique e MT

Italia

«Questa settimana della moda è andata bene. Milano ha confermato il suo spiccato senso commerciale: tante collezioni magari non troppo innovative, ma che aiutano noi negozianti a restare con i piedi per terra. A Parigi ci capita di vedere cose belle e più nuove, che però non sempre poi si vendono bene. Ed è cosi che noi buyer alle volte ci facciamo davvero del male. Mi è piaciuta molto la sfilata di Dolce&Gabbana: hanno sempre delle idee nuove. questa volta c'erano i droni, in passato i "figli di". Ma anche al netto di tutte queste trovate il loro lavoro è sempre molto solido, su di loro si può contare. Non mi hanno convinto invece tutti quei marchi che cambiano in continuazione guida stilistica e direzione creativa. Questi sono momenti di mercato in cui paga la coerenza, oltre alla fotogenicità. I saloni? Ci vado sempre, ma devo ammettere che le vere alleate di chi fa il nostro mestiere sono le showroom italiane, vere talent scout. Non tutte certo, ma quelle quattro o cinque, che poi troviamo anche a Parigi e che a ogni stagione hanno nuovi prodotti da farci scoprire. Ma l'autentico mattatore della fashion week è stato Moncler. il suo progetto è semplicemente S-T-R-E-P-I-T-O-S-O dal punto di vista del contenuto stilistico, della formula distributiva e anche comunicativa: è riuscito ad andare oltre la classica sfilata e non credo che nessuno tra gli invitati all'evento ne abbia avvertito la mancanza».

 

Lia Pagoni

Titolare Gruppo Pagoni-Eponymo (Atene)

Grecia

«Mi è piaciuta l'atmosfera di Milano Moda Donna: ho visto molte collezioni con un'allure decisamente "luxury", spalle accentuate, silhouette oversize, ricami, paillette, glitter e tanta pelliccia, uno stile che piacerà alle donne greche. I must have saranno le borse marsupio e i pantaloni a vita alta, con la forma a carota. Alla voce scarpe diremo addio ai plateau alti. La collezione più convincente? Alberta Ferretti, mentre per gli accessori è interessante Marni. Tra i giovani ho apprezzato la creatività di Arthur Arbesser. Il budget per quanto mi riguarda sarà più alto ma solo per determinati brand, altrimenti lo lascerò invariato. A Milano abbiamo anche assistito a una vera rivoluzione, quella di Moncler, con l'idea di presentare più collezioni nell'arco dell'anno realizzate da diversi stilisti, una al mese. Del resto, molti marchi hanno cominciato già da un po' a differenziare il modo di presentare e distribuire le collezioni con il format see now, buy now e ritengo che questo sarà il trend del futuro. La mia unica preoccupazione è che i brand riescano a mantenere la propria identità perché c'è il reale pericolo di perderla, in questa frenetica corsa al cambiamento».

 

Armando Nasser

Ceo Sax Department Store (Ciudad del Este, Asunción)

Paraguay

«Da noi la clientela non ama il classico, i modelli troppo "puliti", in tinte neutre. Quindi ben venga la ventata di colore che ha attraversato la fashion week e che sicuramente darà una sferzata di vitalità alle vendite. A parte Versace, sempre grande, sono rimasto favorevolmente impressionato da Cavalli, che alla prima collezione disegnata da Surridge mi aveva un po' disorientato e ora invece torna a esprimere la sua vera identità: belli i pantaloni e tutti i pezzi in pelle. Sono certo che le consumatrici del mio Paese non si lasceranno sfuggire gli abiti di Emilio Pucci, lussuosi, vivaci e divertenti».

 

Rachel Kapsalis

Titolare La Vetrina (Vancouver)

Canada

«Tra le sfilate che mi hanno entusiasmato di più ci sono sicuramente Gucci ed Etro, ma anche Versace ha dato il meglio, con una interpretazione azzeccata degli anni Ottanta. Tra i nomi emergenti cito Beatrice B: la acquistiamo fin dal debutto sul mercato ed è stato bello vederla crescere negli anni. Risponde bene alle esigenze di noi buyer, grazie a un prodotto totalmente made in Italy e dall'estetica fresca».

 

Cheryl Simpson

Buyer Prettysilhouette.com (Rickmansworth)

Regno Unito

«Di collezioni a Milano se ne sono viste tante, ma c'è da dire che Giorgio Armani non sbaglia un colpo. Mi è piaciuta molto Emporio Armani: colori incredibili, texture e tessuti fluidi. Estremamente femminile, ma al tempo stesso contemporanea».

 

Dino Maccarrone

Titolare Maccarrone boutiques (Catania)

Italia

«La fashion week di Milano è sempre emozionante, ma mi piacerebbe vedere sfilate e saloni vicini non solo nelle tempistiche ma anche nelle location, con un luogo unico che faccia da hub a tutti gli appuntamenti».

 

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