I buyer a Milano Moda Donna

Standing ovation per Bottega Veneta e il Gucci che non ti aspetti spiazza tutti

Da un lato il ritorno generalizzato all'eleganza minimal, dall'altro l'inizio della nuova era di Gucci nel segno della semplificazione, con una collezione che, per quanto più portabile, ha il sapore di una nuova sfida. Ma, come sottolineano i buyer intervistati da fashionmagazine.it, questa edizione di Milano Moda Donna si farà ricordare per la prova magistrale di Daniel Lee da Bottega Veneta (nella foto): suoi, secondo le previsioni, saranno i best seller di stagione. Premiati anche Prada e Jil Sander, mentre tra i giovani si distinguono The Attico, Plan C, Act N°1 e La DoubleJ.

Linda Fargo
Senior Vice President Women's Fashion
and Store Presentation Director

Bergdorf Goodman
Stati Uniti
«Bottega Veneta è stato l'hot ticket della settimana insieme a Jil Sander, che si distingue per la modernità e un concetto innovativo di minimalismo. Quanto a Prada, ritengo che Miuccia Prada sia uno dei più grandi geni nella storia della moda: nello show visto a Milano è riuscita a tornare alle radici del marchio, alla sua quintessenza. A proposito di genialità, non si può non citare Gucci, mentre ho apprezzato il romanticismo e la freschezza di Etro. Tallone d'Achille di Milano sono gli emergenti, un ambito in cui si può fare di più: meglio da questo punto di vista Londra e New York. È un vero peccato che in un Paese contraddistinto da una così grande ricchezza e da un heritage così profondo nei settori della moda, del tessile e dell'artigianalità non ci sia più supporto ai giovani talenti».

Nelson Mui
Merchandising Director-Fashion (GMM Women's, Men's RTW)
Lane Crawford
Hong Kong
«La mia collezione preferita alla fashion week di Milano? Non ho dubbi, Bottega Veneta. Ho amato moltissimo la linea up degli abiti, in particolare quelli in maglia con tagli, oblò e aperture che lasciano intravedere parti del corpo. E poi l'utilizzo della pelle, morbida come il burro, che dava una leggerezza quasi sportiva a capi come bermuda, anorak e trench. Anche Prada ha fatto centro con il suo ritorno alla semplicità, le silhouette understated e il mix di materiali poveri, come la mussola di cotone, con il macramé e le paillette. Ma se devo citare lo show che mi è piaciuto di più non posso che dire Versace, con l'uscita finale di Jennifer Lopez. Un tema che Milano ha portato avanti, proprio come successo a New York, è quello della diversity e dell'inclusione: spero che non si tratti solo di un trend, ma di qualcosa destinato a consolidarsi».

 

Ekaterina Moiseeva
Fashion Director
Bosco di Ciliegi
Russia

«Etro mi ha emozionato, con il ritorno agli anni Settanta rivisti in versione contemporanea e, al di là della collezione in sé, un'atmosfera molto coinvolgente. Quanto a Sportmax, è una certezza: il suo valore commerciale non si discute. In generale, a Milano si è respirata un'atmosfera positiva, rafforzata anche dal fatto che si sono visti brand, come Peter Pilotto, che in genere sfilano altrove. Tra i nomi nuovi cito Act N°1: la griffe disegnata da Luca Lin e Galib Gassanoff ha solo tre anni di vita, ma si fa notare per originalità e chiarezza di stile».

 

Roopal Patel
Senior Vice President and Fashion Director
Saks Fifth Avenue
Usa

«I must have di stagione della fashion week milanese? Qualsiasi cosa vista alla sfilata di Bottega Veneta: il ready-to-wear, le borse, le scarpe. La collezione realizzata da Daniel Lee risponde a tutto quello che aspettavamo da tempo: lusso, qualità ed eleganza raffinata, per proiettare nel futuro i codici del brand. Anche Versace ha lasciato il segno, facendo saltare in piedi tutto il pubblico presente alla sfilata con l'uscita di Jennifer Lopez che indossava il celebre jungle dress e con una collezione che più iconica non si può. Oltre a elettrizzare il pubblico presente in sala, Donatella e Jennifer sono riuscite a sbancare Internet, in uno show all'insegna della bella moda, del glamour, dello star power e del drama of fashion. Tra i momenti clou anche lo show di Prada: il ritorno di Miuccia alla purezza, all'eleganza e alla semplicità è davvero rigenerante. Di tendenze se ne sono viste diverse, quelle che mi hanno convinto di più sono, oltre al generalizzato ritorno al minimal, il trench e il corto, il blazer squadrato, il sartoriale, gli abiti fluidi, le stampe giungla, la pelle e ovviamente le borse oversize. Passando agli emergenti, segnalo La DoubleJ e Wandering».

 

Riccardo Tortato
Fashion Director
Tsum.ru
Russia

«Che voto darei a questa fashion week? Un bell'8, anche se è stata una settimana troppo corta e troppo piena di eventi. Ho però apprezzato il ritorno di marchi che erano assenti le scorse stagioni e tre collezioni in particolare: innanzitutto Gucci, molto coinvolgente e con un mix di prodotto che funziona sempre, e Jil Sander, un ottimo esercizio di stile in una cornice incantevole. Non ultima, Bottega Veneta: Daniel Lee dimostra di saper unire la qualità al design. Sono due le sfilate con un "effetto wow" per me: la già citata Gucci, un vero show a tutti gli effetti, e Versace, grazie alla presenza dirompente di Jennifer Lopez. A mio parere, lo stile vincente della donna della primavera-estate 2020 sarà colorato, ricercato e con volumi importanti. Tra gli accessori, cito sicuramente il frustino di Gucci e i sandali di Bottega Veneta. Due brand, questi ultimi, tra i più apprezzati dalla cliente russa, amante di griffe eleganti e concettuali - vedi anche Loro Piana -, ma capace di osare con i colori di Dolce&Gabbana. Un appunto a Milano: non ho trovato marchi emergenti degni di nota».

 

Natalie Kingham
Fashion Buying Director
Matchesfashion.com
Gran Bretagna

«Le sfilate di Prada, Jil Sander, Bottega Veneta e Fendi sono state i veri highlight della stagione. Prada per il guardaroba perfetto: la collezione passa dalla pedana al guardaroba delle clienti senza alcuno sforzo. Per quanto riguarda gli accessori mi sono innamorata dei gioielli di Jil Sander, delle scarpe di Prada e della borsa con catena in oro di Bottega Veneta».

 

Pascale Camart
Head Buyer Womenswear
Galeries Lafayette
Francia

«Fendi, Bottega Veneta, Jil Sander e Prada sono stati gli show migliori di questo giro di sfilate. Di Fendi mi ha conquistato il mood super fresh della collezione: c'era una grande armonia tra i colori e le stampe floreali anni Settanta. Bottega Veneta è riuscito a essere concettuale e sexy al tempo stesso. Un marchio per donne vere. Jil Sander ha creato un bel guardaroba classico, per donne elegantissime. Prada resta un marchio italiano, perfetto per le donne italiane. Dal punto di vista dello spettacolo è stato notevole lo show de La DoubleJ, all'interno dei giardini dell'Hotel Four Season. Nomi nuovi non ne abbiamo trovati: è stata più utile la fashion week di Londra da questo punto di vista. I colori vivaci e il modo di abbinarli è il trend che più mi ha convinto, insieme al mood tropicale. Nelle sfilate si è vista anche molta pelle, sono certa che funzionerà. Inclusione e diversity sono stati temi caldi della fashion week, proprio come avvenuto a New York. Di esempi di successo in questo senso ce ne sono stati tanti, a cominciare da Marni, dove i ragazzi erano vestiti da ragazze: non era quasi possibile notare la differenza e penso che questa sia una realtà verso cui ci stiamo avvicinando. Quanto ai budget, sono in crescita, per accontentare tutti i nostri clienti alla ricerca di novità».

 

Tiffany Hsu
Fashion Buying Director
Mytheresa
Germania

«I momenti salienti di questa stagione sono stati Bottega Veneta, Jil Sander e Prada, che hanno realizzato show davvero spettacolari. Prada è sempre emozionante e speciale, Bottega e Jil sono stati entrambi molto moderni, mettendo in evidenza la migliore estetica minimalista con il massimo livello nell'artigianato di lusso. Bottega Veneta poi, secondo me, è l'artefice del nuovo must have di stagione: la borsa ovesize. The Attico e Plan C sono i migliori esponenti della nuova moda giovane italiana. Sono molto diversi tra loro, ma entrambi decisamente attraenti».

 

Giulia Pizzato e Federica Montelli
rispettivamente Buying & Merchandising Director ed Head of Fashion
Rinascente

Italia
«Quella che si è conclusa è stata un'ottima fashion week. Alle sfilate c'era un'atmosfera stimolante: Milano è stata viva e frizzante, finalmente. La tendenza a un certo ritorno all’essenziale, al tailoring, e a una femminilità più elegante, ha avuto il merito di portare in luce la manifattura e l’artigianalitá italiana e di conseguenza di elevare Milano in vetta rispetto alle altre fashion week. Questo è il suo momento! Merito degli stilisti, artefici di collezioni che hanno centrato l'obiettivo, nella fattispecie Gucci, Bottega Veneta, Jil Sander, Missoni, Etro. Bottega Veneta in assoluto la sfilata con il maggiore “it-factor”: la waiting list per alcuni pezzi chiave è già partita! La giant-Hobo, la mezzaluna con catena, la nuova clutch con frame sono già “coveted” su Instagram. Gucci in questa nuova veste più dark ed essenziale ha convinto. Luke e Lucie Meier di Jil Sander confermano un attento studio alle proporzioni, e reinterpretano il rigore della maison con una certa esuberanza creativa che però ha sempre un effetto misurato. Fendi si è fatta decisamente notare per le sue borse sempre più mini fino q diventare gioielli. Per le scarpe abbiano amato quelle di Jil Sander, Gucci, Bottega Veneta, Prada. Anche le location sono state super, in particolare Jil Sander in Brera e Missoni nella piscina de I Bagni Misteriosi hanno ottenuto un effetto wow. Un lato debole resta quello dei new brand: non sono tantissimi i nomi nuovi già pronti ad essere commercializzati. Piuttosto abbiano avuto belle conferme da brand già avviati per il momento meno conosciuti al pubblico di non addetti ai lavori: come La Double J, Giannico, Andrea Mondin».


Mario Grauso
President
Holt Renfrew
Canada
«Fra i trend che segneranno la prossima stagione estiva c'è la pelle, usata come da Bottega Veneta per i boxer oversize, o come da Brunello Cucinelli, che l'ha utilizzata per la giacca sartoriale. Anche Fendi farà tendenza, grazie alle gonne con motivi tropicali e colori brillanti, così come Marni con le stampe da giardino floreali dipinte a mano. Gli abiti in organza di seta di Gucci conquisteranno le vendite, proprio come i cashmere leggeri di Agnona nelle tinte pastello e caramella. I must have di stagione saranno i sandali e sabot nel tradizionale motivo intrecciato di Bottega Veneta e, ovviamente, tante borse dalle proporzioni maxi, vedi le hobo bag. E poi il top di seta drappeggiata avorio con ricami in paillette di Jil Sander e l'abito slip pesca con inserti in pizzo di Gucci».

Ida Petersson
Womenswear  Buying Director
Browns
United Kingdom
«La tendenza più convincente di questa fashion week è stata la sensazione di refresh generale e l'attenzione per una moda pulita e senza tempo, splendidamente presentata da marchi come Prada, Bottega Veneta e Jil Sander. Per gli accessori impossbile non confessare una predilezione per quelli di Bottega Veneta, sicuri best seller della prossima stagione. Le location scelte per le sfilate sono state una delle attrazioni della fashion week: Jil Sander su tutti, Bottega Veneta, Etro. Mi è piaciuto molto anche lo spazio di via Olona, dove la Camera della Moda ha ospitato i talenti emergenti e gli stranieri. E ovviamente anche LJo da Versace è stato uno degli highilight della manifestazione. Mi è piaciuto vedere come marchi già sono disponibili da Browns come Shuting Qui e Susan Fang abbiano fatto il loro debutto a Milano. Per queste giovani stiliste cinesi questa è stata la loro grande occasione di mostrare il loro talento fuori dalla Cina. Sono anche molto incuriosita dal vedere come si svilupperà Act n.1 nella prossima stagione, il loro spettacolo è stato davvero interessante, con abiti meravigliosamente concepiti. Quanto ai nostri budget, sicuramente saranno più alti, stiamo vivendo un'ottima stagione e vogliamo sfruttare tutte le opportunità».

 



Rie Hasahina
Chief Planner & Manager Women's & Men's
Fashion Merchandising Division
Hankyu Hanshin Department Stores
Giappone

«Tra le certezze di questa fashion week c'è Max Mara, per il design e i materiali di alta qualità: unisce moda, sportività e attenzione alle reali esigenze del mercato. Ho notato un'evoluzione del marchio rispetto al passato, una maggiore attenzione alle clienti giovani. Una menzione va anche a Jil Sander: Luke e Lucie Meier stanno lavorando bene sul dna del marchio, preservandolo ma introducendo sempre qualche elemento di novità, soprattutto negli accessori. In generale, lo stile che a mio parere prevarrà per la primavera-estate 2020 è quello che unisce eleganza e casual, visto in numerose collezioni: anche Fendi nel nuovo corso punta a una maggiore leggerezza. C'è poi il filone del ritorno agli anni Settanta, presente su diverse passerelle: vedremo se funzionerà. Tra i brand di scena a Milano mi ha colpito La DoubleJ, grazie alla personalità ben riconoscibile e al colore a piene mani».


Tyler Franch
Fashion Director
Hudson’s Bay
Canada
«È stata una fashion week ricca di effetti speciali: lo show di Msgm in Triennale è stato fantastico, ha celebrato dieci anni in grande stile! Ma forse il momento che mi ha emozionato di più è stato il finale di Versace: la sfilata in passerella di J. Lo con il jungle dress in versione 2.0 resterà sulla bocca dell’intero fashion system per molto tempo oltre a generare, immagino, un picco nelle vendite di capi a stampa tropicale. Tra i brand emergenti quello che mi ha colpito di più è sicuramente Act N°1: il marchio comunica freschezza e uno stile casual di facile vestibilità e commercialità, per questo credo che piacerà ai nostri clienti. Per la prossima stagione SS 20 sono tanti i trend pronti a conquistare i consumatori. Credo chetra i must have ci saranno i capi voluminosi, soprattutto sulle spalle, i completi di taglio maschile e i look monocromatici; i total black o white sono sempre versatili e adatti a qualsiasi occasione».



Silvano Vangi
Creative Director & Headbuyer Luxury Women's Wear
LuisaViaRoma
Italia

«Questa è stata la fashion week di Bottega Veneta, senza alcun dubbio. Il marchio sta facendo un lavoro incredibile, non solo sul fronte del prodotto ma anche dell'immagine. Tutti gli accessori e le scarpe erano giustissimi e l'abbigliamento più safe, ma il risultato nel suo insieme era incredibile, Daniel Lee sta riempiendo il vuoto lasciato da Phoebe Philo dopo la sua uscita da Celine, ma aggiungendo un contenuto fashion altissimo. Anche Versace sta vivendo un momento d'oro e di grande credibilità. Il finale con JLo è stato esaltante, ma prima ancora che la cantante uscisse in passerella ero già stato conquistato da tutto il tema giungla e dalla parte tailoring, davvero bella. Divertente The Attico: la loro donna mi piace e le due designer sono molto convincenti nella loro offerta più ricca, vedi gli abiti di piume e quelli gioiello. Trovo corretta la scelta di Gucci e di Alessandro Michele di rinunciare allo show Maracaibo e di semplificare. Alcuni look rimangono ben chiari in testa anche senza effetti speciali, come i top e le gonne con gli spacchi. I giovani? Quelli italiani nascono subito con un imprinting troppo commerciale: noi questa stagione porteremo avanti un progetto speciale con Nynne Kunde, un'ex studentessa dell'Istituto Marangoni. Fra i trend che avranno un sicuro successo c'è il ritorno al coordinato e al look intero e la conseguente riscoperta di capi come i gilet, portati a pelle, che con l'ondata di streetwear erano spariti dal guardaroba».

Paolo Mantovani
Owner
Mantovani
Italia
«Una fashion week più che positiva, ma che a ben vedere ha evidenziato un paio di difetti: gli stilisti, forse per andare sul sicuro, hanno toccato un po' tutti gli stessi temi e hanno forse dimenticato improvvisamente l'importanza di presentare una moda pensata per la quotidianità. Ciò non toglie che sono stato felicissimo di rivedere le giacche e il tailoring salire di nuovo in passerella. La collezione di Versace mi è piaciuta moltissimo, l'ho trovata credibile e anche il coup de théâtre di far uscire Jennifer Lopez era in perfetta sintonia con lo show: wow la collezione e wow il finale. Anche Etro mi ha davvero colpito, per l'atmosfera forte e concreta che si respirava alla sfilata. Anche l'idea di utilizzare una camicia come invito mi ha convinto: è stato un modo per sottolineare l'importanza di tornare al prodotto e all'essenza del nostro mestiere. Tra le presentazioni, la meglio organizzata è stata quella di Alanui. Tutto era super chic, dal prodotto alla location, e ogni buyer era seguito con estrema cura, per scoprire al meglio una collezione che non è più solo cardigan. Tra i giovani penso sia da seguire con attenzione Mrz Simona Marziali, che ha fatto vedere maglieria di vera qualità e con un ottimo potenziale commerciale. Proprio come Tiziano Guardini: la sua collezione super colorata mi è piaciuta e saprà farsi notare in negozio».



Lia Pagoni
Owner
Gruppo Pagoni
Grecia
«È stato bello vedere in passerella abiti veri, realizzati in maniera divertente e con attenzione alla sostenibilità, in una Milano Fashion Week caratterizzata da un clima di ottimismo. Il trend generale vede il ritorno alla semplicità e alla pulizia, bando alla confusione. In particolare mi sono piaciute le proposte utilitarian-chic di Max Mara indossate dalle modelle pettinate come ragazzine, i ricami rétro-chic di Prada e il punto di vista di Alberta Ferretti sulla sostenibilità, permeato da un gusto boho. Per quanto riguarda gli accessori, ho apprezzato le borse da giorno colorate di Bottega Veneta, indossate a tracolla, mentre tra le label emergenti segnalo i begli accessori colorati eco-friendly di F_wd: un mix tra sport e streetstyle. Penso che il nostro budget per la prossima stagione calda rimarrà stabile rispetto alla precedente Spring-Summer».

Massimiliano De Marianis
Senior Buyer
Folli Follie
Italia

«Ho amato in particolare le sfilate di Prada, Jil Sander e Bottega Veneta. Nutrivo aspettative molto alte su Bottega Veneta e Daniel Lee e devo dire che non sono state deluse. Il messaggio lanciato da Prada con la sua collezione all'insegna delle semplicità farà scuola e anche Jil Sander con la SS 2020 ha confermato - anzi, messo in evidenza - i progressi delle ultime stagioni. Ma la cosa più importante di questa edizione di Milano Moda Donna è che tutte le maison si sono scrollate di dosso lo streetswear, penso definitivamente. I must have di stagione? Le borse over e le giacche sartoriali. Un altro aspetto forte della settimana è stato il calendario, che ha visto Prada in apertura e Gucci in chiusura: con questa programmazione siamo riusciti a trattenere a Milano, dall'inizio alla fine, tutti gli addetti ai lavori».


Olga Mironova
Owner
Boutique XXI secolo
Čeljabinsk - Russia
«Una settimana della moda molto vivace, con un calendario ricco di eventi e presentazioni. C'era una grande animazione a Milano, il tempo era bello e l'atmosfera positiva. Per non parlare dei nuovi trend in passerella, freschi e interessanti. A mio avviso la sfilata di Dolce&Gabbana è stata una di più belle: ho visto tanti cambiamenti in direzione di un certo minimalismo, che si traduce anche nella scelta dei colori e delle stampe. Gli abiti sono bellissimi e facili da portare, ma al tempo stesso femminili e sexy. Molto indovinata, come sempre, anche la sfilata di Blumarine: colori raffinati e delicati, tessuti fluidi, abiti leggeri e puliti. Tutti i look erano piacevoli e freschi. Ho apprezzato inoltre il défilé di Alberta Ferretti, partito con i look in stile Africa e poi chiuso dalla serie di abiti blu-viola e nero. Interessante anche la sfilata di Philosophy di Lorenzo Serafini, con tanti look giovani e dallo stile personale. La sfilata di Moschino è stata un vero spettacolo: un po' come essere a una première a teatro, con ogni look che raccontava una storia diversa. Per quanto riguarda i trend vincenti, direi di sicuro lo stile safari, che ho trovato in quasi tutte le collezioni, interpretato in maniera diversa da ognuno. La borsa rimane l'accessorio più importante e ne ho viste di belle da Dolce&Gabbana e Fendi. In generale, penso che il nostro budget rimarrà più o meno invariato».

Yukiko Yuzawa
Buyer and director
Concento Paris H.P. France
Osaka e Tokyo
«La sfilata di Antonio Marras è stata semplicemente meravigliosa, tutto era da togliere il respiro, dagli abiti alla messa in scena. In generale la fashion week è stata molto stimolante, specie per la qualità del prodotto presentato. Anche i giovani sono stati all'altezza: da Brognano, convincente per la scelta dei colori in linea con i trend della prossima estate, ad Arthur Arbesser».



 

 

 

an.bi., a.b. e c.me.
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