i buyer alla fashion week/1

Pitti supera l'esame, Milano senza wow effect. E ci si chiede: cosa verrà dopo lo streetwear?

Imaxtree

La fashion week della moda maschile italiana appena conclusa conferma l’importanza crescente di Firenze e la fase di stanca di Milano: lo dicono i compratori, italiani e stranieri, che nei sei giorni di Pitti Uomo e Milano Moda Uomo si sono avvicendati tra sfilate, saloni, presentazioni, eventi. Anche per questa stagione nessun wow effect: i trend commercialmente più solidi delle ultime stagioni si confermano per la primavera-estate 2019 (streetwear, colori, materiali tecnici), ma tra i buyer c'è chi si dice convinto che qualcosa stia finalmente cambiando e che potremmo assistere (anche se ci vorrà ancora un po di tempo per convincere il cliente9 a un ritorno del tailoring in chiave giovane (vedi Prada, nella foto), meno stampe (Fumito Ganryu) e a un calo di felpe, tute e T-shirt nelle vetrine dei multimarca di lusso

 

Hirofumi Kurino
Senior advisor creative direction
United Arrows
Giappone

«Della fashion week milanese ho apprezzato il colore, i motivi vivaci, le sovrapposizioni. In particolare, tra i marchi mi è piaciuto Marni uomo, per la freschezza delle proposte e lo "sport feeling", declinato in modo pulito e accattivante. Una nota di merito per questo brand anche alla voce accessori: mi riferisco in particolare alle chunky sneaker bianche con la punta rinforzata. Quello che invece non vorrei più vedere sono le T-shirt con il logo in vista: meglio secondo me giocare sulle stampe e su mix di tinte pulite, anche a righe. Non sono stato favorevolmente impressionato da quello che ho visto nei negozi milanesi durante questa trasferta: un'overdose di magliette e sneaker che appiattisce l'offerta, la rende noiosa. Cerchiamo di uscire da questo circolo vizioso! Quanto alla settimana della moda in sé, posso dire che ovviamente vedere le proposte maschili e femminili contemporaneamente a noi buyer fa risparmiare tempo e denaro, ma è ciò che faccio già dal 1993. L'unica cosa che conta è che le collezioni siano valide».

 

Alix Morabito
Galeries Lafayette
Francia

«Tra le cose da ricordare di Milano Moda Uomo ci sono la collezione (e la location) di Ermenegildo Zegna, il nuovo classico colorato di Prada e il pugno di Msgm, con i suoi colori e le stampe fortissime. A Pitti, invece, non è passata inosservata la nuova sezione dedicata all'outdoor, davvero spettacolare. Non ho nessun nome specifico da segnalare tra gli emergenti, ma mi ha molto impressionato l'evoluzione di Craig Green. Anche per questa stagione è il trend del colore all over che mi ha convito di più, mentre sono del parere che il must have della prossima stagione saranno le camicie a maniche corte, gli short, le polo in maglia e gli impermeabili».

 

Massimiliano De Marianis
Luisaviaroma.com

«Non farei grandi distinzioni fra Pitti e Milano: più o meno tutti i marchi sono rimasti concentrati sul filone dello streetwear e delle sneaker, anche se noi buyer ci aspettavamo qualcosa di finalmente nuovo. L'eccezione è stata Prada, che ha presentato un uomo che certo non disdegna lo sport, ma che principalmente è alla ricerca di un'eleganza giovane. Se poi, come spesso capita, Prada si confermerà capace di fare tendenza, penso che tra sei mesi inizieremo a vedere meno tute in acetato sulle passerelle. Tra i marchi outsider, trovo che Htc Los Angeles sia artefice di un rilancio molto convincente, tra vintage, underground e vero spirito made in Usa».

Federica Montelli
Rinascente

«Mi ha colpito in positivo Msgm, una collezione commerciale, ma molto valida e completa. Bella Zegna, complice la location, mentre ho trovato Palm Angels la proposta più centrata tra quelle della new wave italiana. Bene anche la colab di questo brand con Under Armour: perfetta per un target come il nostro. Sarano best seller sicuri dell'estate 2019 gli short cortissimi, le camicie resort con le maniche corte, gli anorak tecnici e le ispirazioni sportive, con il tennis e il rugby in pole position. Per i colori vincono il flou, l'azzurro, il rosa antico e il giallo nell'outerwear. In passarella arriva chiara la voglia di andare oltre lo streetwear più spinto, per sposare un tailoring più rilassato. Sono convinta che questa migrazione avverrà, ma ci vorrà ancora del tempo. Anche per quanto riguarda gli accessori si vede che le griffe stanno pensando al post-streetwear. da Fendi si sono viste delle Hobo bags molto belle, che hanno sostituito le shopper. C'è chi critica Milano, ma io l'ho trovata un'edizione positiva, dove era facile lavorare con un calandario con il giusto carico di appuntamenti. Certo un giorno in più sarebbe utile, magari da rubare a Parigi, che è diventata una settimana molto lunga, forse troppo. Quello che non mi ha convinto di Milano, invece, sono state le sfilate solo donna: forse perché erano poche, ma non hanno fatto la differenza e non hanno richiamato buyer internazionale del womenswear. Forse sarebbe meglio limitarsi al co-ed. Pitti, per una realtà come la nostra, è sempre vitale sul fronte dello scouting e anche gli eventi speciali organizzati erano di assoluto interesse. Certo la formula di Firenze ti costringe a fare sempre avanti e indietro dalla fortezza e questo non è l'ideale».



Keisuke Ogata
Men's fashion chief coordinator
Takashimaya Co. Ltd.
Giappone

«Anche solo un paio di anni fa a Milano Moda Uomo vedevamo molti più brand importanti. Ora la situazione è cambiata e per noi non è il massimo che, per esempio, non ci sia Gucci, che va a sfilare a Parigi in settembre. Milano deve difendere il ruolo di vera fashion week, per non diventare semplicemente sinonimo di "giorni della moda"».

 

 

Mario Dell'Oglio
Titolare Dell'Oglio Palermo e presidente Camera Italiana Buyer Moda

«In generale si coglie una fortissima contaminazione di tutto l'abbigliamento dell'uomo da parte del cosiddetto Millennial mindset, che sta facendo ripensare ai brand tradizionali come rinnovare il proprio mondo: una tendenza che si è vista chiaramente da Marni ma che si ritrova per esempio anche nel nuovo corso intrapreso da Zegna. Tra i nuovi marchi devo dire che i designer di Sunnei sono stati particolarmente bravi questa volta, perché hanno centrato  uno stile contemporaneo e innovativo. C'è poi Palm Angels, che si evolve in nome di un mood che attinge allo spettacolo e a suggestioni che definirei "fantascientifiche": un brand vicino ai Millennials e ai giovanissimi, che sta vendendo bene».

 

Carmel Imelda Walsh
Stefaniamode.com

«Una delle note interessanti di Milano Moda Uomo è che abbiamo visto i primi segnali di un ritorno di alcuni pezzi più formali, penso in particolar modo ai pantaloni. Anche se credo sarà un ritorno a metà, ovvero formale sempre più mixato con pezzi sportwear, ma molto meno "hype". Anche sugli accessori qualcosa sta cambiando: molti meno zaini e marsupi e più borse, persino qualche 24 ore. Tra le sfilate ho trovato interessante Fendi e Prada da studiare attentamente, specie pe quanto riguarda l'offerta di pantaloni e di maglieria e gli occhiali da sole avvolgenti e ipercolorati. Fresche e divertenti N°21 e Marni, che stanno dando il meglio nel menswear in questo periodo. Tra i giovani pochi spunti. Divertente Triple RRR di Robert Cavalli, lo stiamo tenendo d'occhio».

 

Andrea Galbiati
Folli Follie e The DoubleF

«A Pitti Uomo ho trovato tantissimi spunti, ma purtroppo non posso dire lo stesso di Milano. Interessante a Firenze l'inserimento dei designer del Nord Europa e più di tutti, il nuovo padiglione outdoor, che ci ha fatto vedere  come deve essere una fiera in futuro. Il padiglione centrale invece mantiene la sua forza, nell'essere una piattaforma enorme di networking per tutti gli addetti ai lavori. Entusiasmante la collezione di Fumito Ganryu: il rigore, l'assenza di stampe, la scelta dei materiali sono tutti aspetti che segneranno le prossime stagioni. E in generale tutti i marchi giapponesi a Pitti hanno fornito spunti interessanti. A Milano, invece, non c'è stata a mio avviso tutta questa varietà: Prada è stata assolutamente convincente e anche Palm Angels e Marcelo Burlon sono tra le note positive della fashion week, così come Sunnei prosegue il suo percorso di crescita senza sbavature. Il salone White è stato un po' sottotono questa edizione, anche se devo dire che   Ih Nom Uh Nit è stata uno shyow davvero coinvolgente. Quanto alla presenza della moda femminile in calendario, non è stata tanto rilevante, da fare la differenza. Vorrei una settimana della moda uomo 100% menswear».

Luca Italiani
Italiani
Pescara

«Palm Angels mi ha colpito per l'identità moderna e futurista e l'energia che trasmette. Ho trovato la collezione Prada superlativa: lo show visto a Milano si inserisce in un momento in cui il marchio sta ritrovando un nuovo smalto. Oltre che nel negozio fisico vendiamo anche in Rete su una famosa piattaforma multimarca e devo dire che è uno strumento importante, perché ci consente di essere più internazionali e ha un ottimo sell out. C'è però il rovescio della medaglia, perché su questo canale i nostri margini sono inferiori».

a.b. e an.bi.
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