IL PARERE DEI BUYER

Alla fashion week di Parigi plebiscito su Saint Laurent, ma Balenciaga lascia il segno

Durante la fashion week appena conclusa Parigi ha difeso a denti stretti la sua proverbiale grandeur: in parte ci è riuscita e in parte no, soprattutto nelle ultime giornate, in cui alle sfilate si sono iniziati a vedere alcuni posti vuoti. Sono mancati in passerella e tra gli addetti ai lavori i cinesi, ma anche dagli Usa qualche defezione c'è stata, per non parlare della Corea. In complesso, però, il sistema ha retto e ha regalato bei momenti di spettacolo, oltre a collezioni dai contenuti incisivi. Una su tutte, secondo i buyer intervistati da fashionmagazine.it, Saint Laurent, con il direttore creativo Anthony Vaccarello in stato di grazia. Commenti entusiastici su Balenciaga, non tanto per i vestiti, quanto per lo show "apocalittico", che ha lasciato tutti senza fiato. In pole position anche Dior, Celine, Balmain e Valentino, mentre l'appeal contemporaneo di Miu Miu non si discute. C'è chi ritiene promettente il new deal di Kenzo sotto la regia di Felipe Oliveira Baptista e chi sottolinea l'evoluzione positiva di Off-White. Il marchio di Virgil Abloh, in passato paladino dello street style, si sta facendo contaminare dalla couture e questo è un segnale chiaro della direzione che sta prendendo il mercato: si impongono il bel vestire e una femminilità sofisticata, a volte sexy, ma senza esibizionismo.

 

Riccardo Tortato
Fashion Director E-commerce
Men's Fashion Director
Tsum
Russia

«La sfilata migliore della fashion week parigina è stata a mio parere quella di Saint Laurent: si arriva a Parigi dopo la tensione vissuta a  Milano e ci si trova sotto la Torre Eiffel, ad assistere a uno show di gusto prettamente francese, con uno dei brand francesi più rappresentativi. Tutto da Saint Laurent è stato semplicemente perfetto e i look erano uno più bello dell'altro. Tra gli emergenti, anche se non di un vero emergente si tratta, ho apprezzato Y/Project, mentre la tendenza dominante a livello generale è stata quella della femminilità: i tacchi, il bel vestire, i cappotti, i capispalla. Emblemi di una donna di nuovo sofisticata. Quanto all'atmosfera che si è respirata a Parigi, la città ha vissuto questi giorni sotto una pressione costante legata al coronavirus, cercando ogni giorno di far sembrare il problema distante. In realtà, molti buyer e addetti ai lavori già nella giornata di venerdì hanno lasciato la capitale francese, che soprattutto l'ultimo giorno si è svuotata. Secondo me, tra Milano e Parigi stavolta non è possibile stabilire chi abbia fatto meglio. In questo momento a vincere deve essere il sistema moda, che non può che stare unito per salvare l'intero indotto franco-italiano».


Tiffany Hsu
Fashion Buying Director
Mytheresa
Germania

«I miei fashion show preferiti di questa stagione alla fashion week di Parigi sono stati Saint Laurent, Miu Miu e Balenciaga. Le sfilate hanno presentato molti tessuti fetish in pvc, colorazioni scure e stivali ruvidi, che erano praticamente onnipresenti nelle collezioni, da Alexander McQueen a Sacai, fino a Valentino. Tailoring e l'attenzione a spalle larghe continuano a fare proseliti, come si è visto da Balenciaga e Balmain. Quando si tratta di accessori, penso che gli stivali in generale saranno l'oggetto del desiderio per la prossima stagione FW20. Ci sarà poi il ritorno delle clutch, viste da Valentino e Givenchy. Inoltre, penso che tutti saranno d'accordo sul fatto che Balenciaga abbia scelto la location più impressionante di questa stagione: anche lo spettacolo è stato straordinario, con i modelli che camminavano sull'acqua, un'installazione leggera che lampeggiava dall'alto e il front row con i piedi a mollo, per chi se la sentiva. Tutti questi aspetti hanno dato allo spettacolo un'atmosfera quasi apocalittica».

 

Federica Montelli
Head of Fashion
Rinascente
Italia

«Quella di Saint Laurent è stata certamente la mia sfilata preferita, seguita da Dior, Loewe, Valentino, Paco Rabanne, Alexander McQueen, Lanvin e Celine. Chanel ha proposto una collezione moderna e timeless. Ho trovato convincente il debutto di Felipe  Oliveira Baptista alla guida creativa di Kenzo. Già alla prima collezione è riuscito a portare il marchio in una nuova direzione e lo ha fatto in maniera credibile e convincente. Tra gli highlight si merita un posto di riguado anche il primo défilé di Coperni, uno dei momenti salienti della settimana. Nella chart degli eventi indimenticabili di questi giorni non può non esserci lo show apocalittico di Balenciaga. Si è trattato di un'esperienza "immersiva" nel vero senso del termine, non solo perché gli ospiti e i modelli erano circondati dall'acqua. Parlando di tendenze, l'abbinamento giacca-gonna sarà un must di stagione, così come i cappotti e le mantelle-poncho, che sono state protagoniste di tutto il fashion month. Dopo Milano, il focus sulle spalle pronunciate è continuato a Parigi, così come si sono viste anche nella capitale francese le frange, tra gli elementi più diffusi sulle passerelle. Tra i must have anche i look total black, di cui l'esempio perfetto sono gli abiti di Valentino. Sono inoltre convinta che andranno forte i legging lucidi di Saint Laurent, i pantaloni neri a staffa di Isabel Marant e il cappotto lungo fino ai piedi di Miu Miu».

 

Massimiliano De Marianis
Senior Buyer
Folli Follie
Italia

«Dal punto di vista del prodotto è stata una fashion week confortante, perché le collezioni presentate hanno confermato generalmente il mega trend di una stagione fa, ovvero un ritorno al tailoring, alla giacca e al bel vestire. Anche sul fronte borse non molto è cambiato rispetto a sei mesi fa, con il formato over che domina. Se invece l'analisi tiene in considerazione la cronaca e l'emergenza del coronavirus, certo la musica cambia. C'è molta preoccupazione, ma noi facciamo quello dobbiamo fare e confermiamo budget e nuovi progetti. A Parigi a mio avviso Celine ha fatto vedere il miglior prodotto in circolazione. Il lavoro di Hedi Slimane è da premiare per la sua grande coerenza. Sono stato en impressionato da Miu Miu: l'ho trovata azzeccata, con un'offerta divertente e sofisticata al tempo stesso, in sintonia con il dna del marchio. Lo scouting lo stiamo facendo tra le showroom, puntando su marchi con un'offerta diversa da quella presentata dai big brand in passerella. Abbiamo trovato nomi interessanti provenienti dal Nord Europa e dalla Corea, con un percepito a livello di prodotto e di immagine molto più alto rispetto al prezzo di mercato».


Beppe Angiolini
Owner
Sugar
Italia

«A Parigi, dove mi trovo tuttora per fare i miei acquisti, ho trovato un’atmosfera generalmente rilassata e tranquilla, anche se è innegabile che sul fronte buyer ci siano state numerose defezioni, soprattutto da parte di cinesi e americani. Assenze che non hanno inciso sull’afflusso alle sfilate, che erano gremite, ma che hanno impattato sulle showroom, dove l’atmosfera è decisamente rarefatta. La città comunque è abbastanza vivace, c’è un viavai di macchine e taxi e i ristoranti sono frequentati da numerose persone: una vita quasi normale, insomma, a parte il gran numero di disinfettanti che si vedono in giro. Per quanto riguarda i contenuti moda, tra le sfilate le più belle sono state quelle di DiorSaint LaurentCeline Givenchy, da cui emerge un orientamento che strizza l’occhio agli anni Settanta/Ottanta, con tanti blazer di gusto e tessuti maschili abbinati a camicie romantiche, gonne pantalone o pantaloni di linea asciutta. Un trend che da Saint Laurent diventa molto sexy grazie alla scelta di pantaloni, top e abiti in latex, e da Celine si traduce in una moda sofisticata e aristocratica, mentre da Dior viene letto in chiave femminista. Tra i nomi più nuovi ho apprezzato in particolare Marine Serre, grazie alla capacità di mixare tessuti particolari, ripresi anche dalla sfera vintage, con risultati originali. Sul fronte accessori, belle le borse piccole portate a tracolla».


Olga Mironova
Owner
Boutique XXI secolo 
Čeljabinsk
Russia

«La Paris Fashion Week è stata bellissima, nonostante il clima di preoccupazione in cui si è svolta, a causa dell’emergenza sanitaria. Le collezioni erano una più interessante dell’altra. In particolare mi è piaciuta la sfilata di Saint Laurent: forte, bella e commerciale, forse una delle più riuscite di Anthony Vaccarello. Dopo averlo visto in pre-collezione, il nuovo modello di giacca dello stilista è stato sviluppato per la passerella in diversi materiali e colori e diventerà di sicuro un must have per il prossimo inverno. Anche l’abito di velluto bordeaux (in sintonia con lo stile classico della griffe), potrebbe diventare un bestseller, insieme al capotto rosso. Ho trovato notevole anche la collezione di Balmain, fresca e rinnovata rispetto al solito. Nella sfilata sono stati inseriti alcuni capi classici del marchio, come la giacca o il cappotto over, ultimo look in passerella, interpretati con un occhio nuovo. Oliver Rousteing è un vero designer francese: solo lui può combinare in questo modo eleganza, sensualità e forza. Dal punto di vista commerciale, inoltre, le sue collezioni sono diventate anche più ricche di opzioni e varianti, oltre che adatte anche a un pubblico più maturo, rispetto a quelle iniziali, rivolte a donne generalmente giovani, oltre che con un fisico perfetto. Dopo questa sfilata sono sicura che il designer conquisterà una fetta di consumatrici con un gusto più classico e anche con qualche misura in più. Merito anche dei suoi stivali e delle sue borse. La sfilata di Celine mi ha fatto innamorare per l’eleganza e l’allure luxury: penso che Hedi Slimane stia facendo un grande lavoro, mantenendo Ho trovato azzeccata la sua interpretazione degli anni Settanta, ispirata al modo di vestirsi di sua mamma in quegli anni. Da menzionare poi Valentino, con i suoi cappotti, giacche, abiti e gonne in pelle e tanti modelli di borse, davvero forti. In termini di impatto, di sicuro lo show di Balenciaga è stato il più spettacolare, con i modelli e le modelle che camminavano sull’acqua al buio. In generale, il trend che emerge da Parigi premia il capospalla e in particolare le giacche, oltre al colore nero, agli stivali alti e ai capi in pelle. Per quanto riguarda il budget purtroppo dobbiamo stare attenti, perché non sappiamo ancora quali saranno le conseguenze del coronavirus».


Paolo Mantovani
Owner
Mantovani
Italia

«Le belle novità non sono certo mancate a questa fashion week. Il filo conduttore di tante collezioni è stata la giacca, interpretata magistralmente da Saint Laurent, che l'ha presentata con spalle morbide e revers importanti, riallacciandosi agli anni Ottanta. Un passepartout che, a seconda degli abbinamenti, può essere sexy o formale. Anche da Dior la giacca è stata uno dei pezzi forti, insieme ad altri capispalla come i poncho e i cappotti in maglia: in generale, Maria Grazia Chiuri ha saputo trasmettere un'idea di lusso chic ma attuale, con una qualità chiaramente percepibile già a distanza, dalle file del pubblico. Di notevole impatto l'uscita dei cappotti doppiopetto da Balmain, che mi ha colpito anche per le giacche in velluto che sembrano quasi mini-abiti. Olivier Rousteing ha saputo recuperare un concetto classico di bellezza, intersecato con elementi di modernità. In sintonia con Milano, la parola d'ordine a Parigi è stata stile, non esibizione: superato il momento in cui le donne dovevano mostrarsi per essere, sale alla ribalta una sostanza che mette in secondo piano l'apparenza. Tornando alle contaminazioni, un maestro in tal senso è Virgil Abloh, che con Off-White ha saputo allontanarsi dallo street innestando nella collezione la couture, come si vede nell'abbinamento tra nylon e tulle. Quanto alla reazione di Milano e Parigi al coronavirus, diciamo che quest'ultima si è comportata forse in modo più 'business oriented', ma l'impatto si è sentito. Il segnale forte in tal senso è però venuto da Milano: applausi alla decisione di Giorgio Armani di sfilare a porte chiuse, rispettando il lavoro delle maestranze ma salvaguardando anche la salute degli ospiti».

Silvia Bini
Owner
Bini Silvia e Càos
Italia

«A Parigi tutto è andato come da programma, a parte qualche showroom che ha chiuso alle vendite "fisiche", supportandoci con il digitale, un mezzo che si rivela o rivelerebbe sempre più utile per noi compratori, soprattutto in casi di emergenza come questo. Alle sfilate l'atmosfera è stata complessivamente brillante: certo, ci sono state defezioni da Cina, Corea e Usa, ma ad esempio noi italiani eravamo presenti in prima linea, chi arrivato subito e chi un po' più tardi. Tra le collezioni promuovo senza esitazioni Saint Laurent, una collezione bellissima, più portabile che in passato e con rimandi indovinati all'archivio. Uno show in cui si è avvertita un'evoluzione, anche dal punto di vista della scenografia. Un applauso va anche a Maria Grazia Chiuri da Dior, al passo con il nostro tempo nell'attenzione alla tematica femminile e in grado di conquistare una fascia sempre più ampia di consumatrici. Lo stile impresso da Hedi Slimane a Celine è unico: quello che fa lui, lo vedi un anno dopo ripreso dagli altri. Ha puntato su un bon ton di grande gusto e sistemato alcuni dettagli come le lunghezze, che prima erano un po' troppo "da bambina". Da Balenciaga i vestiti non si vedevano benissimo, ma lo spettacolo è stato straordinario, al punto che è difficile trovare le parole giuste per descriverlo. Chloé è da tenere sotto osservazione: Natacha Ramsay-Levi sta maturando e acquisendo sicurezza. Sempre contemporanea Miu Miu. Anche Gabriele Moratti ha fatto un buon lavoro da Redemption, perché è riuscito a contingentare l'eccessiva aggressività delle passate collezioni, facendo emergere ottimi capispalla. Interessanti, inoltre, Marine Serre e, per le scarpe, Amina Muaddi, anche se con prezzi a mio parere troppo alti. Il messaggio di Parigi è questo: più eleganza, meno lustrini e paillette. Il buon gusto e i marchi che danno sicurezza si stanno riprendendo la scena».

Tiberio Pellegrinelli
Owner
Area Ti
Italia

«Anche questa volta Parigi ha messo in scena spettacoli in location straordinarie, capaci di emozionare il pubblico, che ho seguito dall'Italia vista la minaccia coronavirus. Sul podio della fashion week francese metto sicuramente Saint Laurent: una performance vincente sul fronte sia del prodotto che dello show, con una felice rilettura dell’heritage, in chiave tutt’altro che didascalica. Ottimi il lavoro di Valentino, che ha sdoganato la pelle, e di Dior. Bellissime le silhouette di Miu Miu, con gonne a matita e longuette a sottolineare che in tempi di incertezza vincono sempre la seduzione e la femminilità pura, soprattutto dopo l’overdose di streetwear delle ultime stagioni. Una nota di merito va a Lanvin: riuscire a risollevare le sorti di questa maison non era facile. Bruno Sialelli è da tenere d’occhio, ha sicuramente i numeri per imporsi».

Sabina Zabberoni
Owner
Julian fashion
Italia

«Le sfilate di Parigi sono state tutte interessanti. In particolare ho apprezzato quelle di Saint Laurent, Givenchy e Miu Miu, per la loro eleganza e l'inconfondibile espressione del lusso. A Parigi mi aspettavo molta meno gente, visto il periodo difficile che stiamo attraversando in questo momento, invece l'atmosfera generale era tranquilla: pieni i ristoranti e tantissima gente, anche ai party».



Nella foto, da sinistra, la FW 20/21 di Saint Laurent e Balenciaga



a.b., an.bi., c.me. e a.t.
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