il presidente è CHRISTOPHER ZANARDI-LANDI, ex vuitton

Lvmh rilancia Thomas Pink, che diventa Pink Shirtmaker London

Fondato nel 1984 dai fratelli irlandesi Peter, James e John Mullen, Thomas Pink è passato dalla grande notorietà degli anni Novanta, trainata dal successo nella City londinese, a una fase di stanca nei Duemila, con un progressivo abbassamento della qualità e la produzione delocalizzata soprattutto in Cina.

Ora, sotto la guida del presidente e ceo Christopher Zanardi-Landi (insediatosi al vertice nell'aprile 2017 dopo 15 anni in Louis Vuitton, di cui 11 passati a presidiare il mercato cinese) e del direttore artistico John Ray si apre un nuovo capitolo, nel segno dell'upgrading.

Pink Shirtmaker London resta un prodotto attento al rapporto qualità-prezzo - una business shirt bianca costa 130 sterline -, ma recupera l'orgoglio delle sue radici britanniche, prestando un'attenzione maggiore che in passato a materiali, molti dei quali italiani, dettagli e finiture.

Non un'operazione nostalgia: l'obiettivo è ridare smalto a un nome iconico e per questo John Ray e il suo team hanno messo mano non solo al prodotto - integrato da maglieria, giacche in cashmere, cravatte, calze, piccoli foulard e pantaloni - ma all'intera identità visiva, intervenendo sul packaging, reso più sostenibile con l'eliminazione della plastica, il labelling  e la comunicazione. Non manca una parte femminile, che sarà potenziata nel 2019.

Alla voce distribuzione, è stato da poco aperto un negozio in Jermyn street a Londra, cui faranno seguito altri due monomarca, in King's road e Duke of York square: tre spazi contraddistinti da un concept completamente rinnovato, che sarà applicato a tutti i punti vendita del marchio.

Zanardi-Landi conta di avviare nei prossimi mesi due boutique in Cina e una a Tokyo, non escludendo di spingersi più in là, per esempio a Sydney in Australia, con un occhio attento anche agli States. 

a.b.
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