intanto pavlovsky fa il punto sul business

Chanel Cruise: la "Balade en Méditerranée" è tutta digitale

Abbandonata l'isola di Capri, dove lo show della Cruise 2020/2021 avrebbe dovuto svolgersi, Chanel ha presentato la collezione in forma digitale, adattandosi alle nuove regole e immaginando un lungo viaggio che parte dall'Italia attraverso un video girato nella sede storica di Parigi, ma in grado di ricreare le atmosfere della vacanza e del tempo libero, tra mare, spiaggia, una villa e una terrazza.

In primo piano i tessuti che erano stati concepiti prima della emergenza sanitaria. Spazio quindi a chiffon, denim, lamé trasparente, crêpe, pelle, tweed sfoderato e tutto quello che di più versatile può essere usato, per una collezione ispirata alle leggendarie attrici degli anni '60, quando andavano villeggiavano sulle coste e isole italiane, per poi proseguire in Francia sulla Côte d'Azur.

Orchestrata da Virginie Viard nella sua casa di campagna francese, in sinergia con il team stilistico a Parigi, la collezione è concepita nell'ottica di "viaggiare leggeri", portando i propri abiti in una piccola valigia su due ruote, in una shopper capiente o in una grande sacca ricamata.

Capi di abbigliamento multiuso e facili da indossare si abbinano perfettamente e possono anche essere trasformati: le gonne lunghe possono diventare abiti senza spalline; le giacche, anch'esse lunghe, in chiffon nero sono indossate di giorno sopra un bikini a triangolo, o di notte con un top a fascia ricamato e jeans, e se portate sulla pelle nuda, diventano un déshabillé.

Gli abiti in pregiato lamé trasparente sono abbinati a giacche, che possono essere slegate e fatte scivolare su un paio di short in crêpe, mentre abiti avvolgenti e gonne si liberano in volumi fluidi, per un effetto scenografico di movimento.

Una collezione frutto di una sperimentazione e di un'evoluzione di un viaggio nel Mediterraneo che determina un'allure priva di costrizioni, in cui sembra percepirsi il profumo dell'eucalipto, mentre si ammirano le sfumature del colore rosa della buganvillea.

Tutto è piacevolmente inebriante, compresa la scelta del fotografo Karim Sadli, che ha ritratto la bellissima modella Mica Arganaraz nello studio fotografico di Chanel a Parigi, ricreando l'illusione di un tramonto caprese.

Ma al di là della magia della moda, c'è anche la concretezza delle cifre. In attesa della pubblicazione dei risultati del 2019, come si profila il 2020 per il brand? La risposta arriva dalle previsioni di Bruno Pavlovsky, president of fashion e presidente di Chanel Sas, riportate da wwd.com.

«Stimiamo un calo double-digit delle vendite, anche se l'impatto è difficile da calcolare - dice -. Comunque il business ci ha dato soddisfazioni in Corea del Sud, a Taiwan, a Hong Kong dove gli store sono rimasti aperti durante la pandemia e in altre aree dell'Asia».

Ma i negozi negli Usa e in UK restano chiusi e per questo il marchio ha deciso di tenere più a lungo sugli scaffali la collezione primaverile, con la consegna della gamma Métiers d'Art agli inizi di luglio, anziché come di consueto a maggio.

La Pre-fall verrà consegnata da metà luglio a settembre. Quanto alla Cruise, arriverà in boutique il 15 novembre. Da quel momento, secondo il top executive, il ritmo delle consegne potrebbe tornare quello di sempre.

Pavlovsky conta di reintrodurre le proposte primaverili che non sono state commercializzate in stagione. «La Cruise - afferma - ci darà modo di dare nuova energia a questi pezzi».

Quanto all'alta moda, sarà al centro di una presentazione virtuale il 7 luglio, in occasione della versione digitale della Paris Couture Week.

Il manager dice la sua anche sul dibattito in corso a proposito delle stagionalità. «Meglio sei collezioni l'anno, o otto se contiamo anche le capsule Coco Neige e Coco Beach, piuttosto che solo due, ma "infinite" - riflette -. E contiamo di tornare alla passerella fisica in ottobre, anche perché si tratterà dell'ultima sfilata al Grand Palais, che poi sarà chiuso per ristrutturazione, in vista dei giochi olimpici di Parigi nel 2024».

Certo, gli spettacoli faraonici dell'era Lagerfeld sono un ricordo. Si punterà su un evento di minori dimensioni, «anche perché il Grand Palais è già scenografico di per sé».

Per finire, l'e-commerce: pur avendo avviato una partnership con Farfetch per un modello di store "digitally connected", le categorie merceologiche veicolate su questo canale continueranno a essere beauty e occhiali. 

«Va bene così - conclude Pavlovsky -. Può darsi che venderemmo un terzo di borse in più grazie all'online, ma ci piace ragionare a lungo termine e cercare un Roi immediato per questo genere di articoli non è tra le nostre priorità».

a.c. e a.b.
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