in collaborazione con nick knight

Il sogno di Valentino sboccia negli studi di Cinecittà

Quindici silhouette dal forte impatto scenografico, fluttuanti su un fondo nero e percorse da proiezioni digitali di colori e fiori che sbocciano, create dall'artista visionario Nick Knight.

La performance dedicata alla haute couture FW 20/21 di Valentino, girata in uno studio di Cinecittà con le note di Fka Twigs a rafforzare un'esperienza immersiva, gioca su silhouette estremizzate in lunghezza e radicalizzate, in modo da far risaltare la destrezza manuale necessaria a crearle.

Tutto è movimento e fluidità, con il bianco come filo conduttore, simbolo di un nuovo inizio e del riaprirsi al futuro: bianco come il foglio di carta che attende di essere riempito di linee e idee. Il tableau vivant finale vede le modelle ricomporsi in pose ieratiche, come se il tempo improvvisamente si cristallizzasse.

Il direttore creativo Pierpaolo Piccioli è convinto che «attraverso la storia i momenti di reset o riavvio come quello attuale immancabilmente mettono al centro i valori umani. L'umanesimo è il seme della rinascita».

Umanesimo di cui la moda, attività profondamente umana in quanto dà forma alla materia attraverso il saper fare delle mani, è un emblema, capace di dialogare con il digitale - come accade in questa performance - per delineare scenari di pura bellezza.

«La mia più profonda gratitudine - conclude Piccioli - va alla grazia e alla luce degli esseri umani che hanno lavorato duramente a questa collezione. Se devo pensare a un futuro e all'opportunità di costruire qualcosa di nuovo, posso solo sperare che sarà fatto dalle mani e dai cuori di questi esseri umani appassionati, che posso definire la mia gente».

Lo stilista riprende un passaggio delle Lettere Luterane di Pierpaolo Pasolini. «Siamo stanchi di diventare giovani seri, o contenti per forza, o criminali, o nevrotici. Vogliamo ridere, essere innocenti, aspettare qualcosa dalla vita, chiedere, ignorare. Non vogliamo essere subito già così sicuri. Non vogliamo essere subito già così senza sogni».

a.b.
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