in scena fino al 23 gennaio

L'haute couture parigina si apre con Schiaparelli e Dior

Schiaparelli ha aperto stamattina la nuova tornata di sfilate della haute couture parigina, che si protrarranno fino a giovedì 23 gennaio.

Il marchio, acquisito da Diego della Valle 13 anni fa, è alla seconda stagione della direzione creativa di Daniel Roseberry, che a proposito della collezione primavera-estate 2020 presentata oggi dice di essersi ispirato a due personaggi femminili, la Surrealista e la Seduttrice.

«Per il carattere "diurno" - precisa - ho ideato ampi costumi in lana leggera drappeggiata che distillano nonchalance, declinati in una tavolozza di cioccolato, caramello, panna, navy e nero».

Pensando invece alla Seduttrice Nottambula, Roseberry si è sbizzarrito in abiti scintillanti in faille di seta e raso, con una tavolozza che va dal nero al bianco e blu reale.

Il direttore creativo di Schiaparelli sottolinea di aver voluto rendere omaggio al senso del dettaglio caro a surrealisti e dadaisti, «che concentravano e "sezionavano" le diverse parti del corpo: occhio, schiena, torso. In parallelo, mi sono riallacciato ad Alberto Giacometti, che traduceva la forma umana in una serie di linee poetiche».

Onnipresenti i gioielli da applicare ovunque, anche intorno agli occhi, mentre è evidente l'omaggio allo Skeleton Dress, lanciato nel 1938 da Elsa Schiaparelli, nel modello con ricami scintillanti su busto e fianchi e polsi profilati da sottili bacchette, cucite sui guanti in tulle.

Altro protagonista è stato Dior, dove Maria Grazia Chiuri è partita dalla domanda «What if women ruled the world?», scritta che campeggiava su velluto nell'opera dell'artista femminista Judy Chicago (nome d'arte di Judy Cohen), punto focale di una scenografia ispirata alla "Grande Madre".

La collezione è dedicata a una dea primordiale ma di forte risonanza contemporanea, con al centro il peplo, «elemento primario dell'abbigliamento», come afferma Chiuri.

Negli abiti i drappeggi, le frange e le impalpabili plissettature danzano incessantemente con il corpo, emanando bagliori dorati e metallizzati ma optando anche per il bianco e le tonalità profonde (dal prugna al verde foresta), per esplodere infine in un rosso brillante e intenso.

Non manca la giacca, dolcemente sagomata, da accompagnare alla gonna scampanata sotto il ginocchio.

On stage oggi anche Iris Van Herpen con il suo futuristic mood, Georges HobeikaMaison Rabih Kayrouz, Ralph&Russo, Antonio Grimaldi, Giambattista Valli e Azzaro Couture, questi ultimi in pedana stasera, rispettivamente alle 19.30 e alle 20.30.

Attesa per il doppio show di Chanel sotto la regia di Virginie Viard domattina, 21 gennaio, seguito da Alexis Mabille, Stéphane Rolland, Julien Fournié, Alexandre Vauthier, Rvdk Ronald Van der Kemp, Giorgio Armani Privé e Givenchy.

Il re del 22 gennaio è Jean Paul Gaultier, con la sua ultima uscita in passerella. Ma sotto i riflettori ci sono anche Maison Margiela, Franck Sorbier, Elie Saab reduce dal lancio della linea bimbo con Simonetta, Julie de Libran, Viktor&Rolf, Zouhair Murad, Valentino e Guo Pei.

Di scena sempre il 22 Bouchra Jarrar, che dopo l'esperienza in Lanvin - durata appena 16 mesi e terminata nel luglio 2017 - torna alla ribalta con la linea Bouchra Jarrar Edition n°1, composta da 15 pezzi.

Battute finali il 23 con Aganovich, Yuma Nagazato, Aelis, Rahul Mishra, Xuan e Imane Ayissi, linea disegnata dall'omonimo stilista di origine camerunense, entrato come guest member dell'alta moda parigina (nella foto, da sinistra, modelli di Schiaparelli e Dior haute couture).

a.b.

PARIS HAUTE COUTURE SS 2020: SCHIAPARELLI




PARIS HAUTE COUTURE SS 2020: DIOR









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