in triennale

Rosita Missoni e Deanna Ferretti: due signore della maglieria insieme a Knit Talks

Molti i giovani in platea oggi, 24 marzo, in occasione di Knit Talks, giornata dedicata alla maglieria presso la Triennale di Milano. A catturare la loro attenzione, tra i numerosi interventi, quelli di due personaggi chiave per il settore: Rosita Missoni e Deanna Ferretti Veroni.

 

Le due "signore della maglia" si sono soffermate su due aspetti chiave: la creatività e il "saper fare". Sia Rosita Missoni che il figlio Luca, presente all'evento nato su un progetto di Federico Poletti, hanno sottolineato come, nel caso del loro marchio, moda e arte siano due facce della stessa medaglia.

 

Rosita, in particolare, ha ricordato come lei e il marito Ottavio siano stati degli antesignani. «Nel 1958 - ha raccontato - abbiamo avuto la nostra prima occasione di visibilità a Milano, esponendo i nostri modelli su manichini, a cui il vetrinista aveva voluto bendare gli occhi. "E per fortuna!" aveva commentato un passante, che evidentemente non aveva "capito" il nostro stile. Ma poi quegli abiti andarono a ruba».

 

Fu l'inizio di un percorso di successo, la cui testimonianza è raccolta negli archivi del brand, di cui Luca Missoni è direttore artistico: «Abbiamo raccolto 15mila pezzi circa, che testimoniano quanto per noi, e soprattutto per mio padre, la trasformazione della materia in creatività sia e sia stata importante».

 

Anche Deanna Ferretti Veroni, artefice dello storico maglificio Miss Deanna (poi ceduto al Gruppo Armani), ha mosso i primi passi, professionalmente parlando, a fine anni Cinquanta, ma con un approccio diverso da quello di Tai e Rosita Missoni.

 

«La mia prima macchina di maglieria - ha detto - l'ho comprata proprio nel 1958. Mi occupavo io stessa di smacchinare e di altri passaggi, la mia vita era per così dire "pane e maglia". Ma non avevo velleità stilistiche, la mia passione era il lato tecnico del lavoro».

 

Da un incontro con i responsabili di Harrods è scattato per Miss Deanna il sodalizio con i grandi nomi del fashion, tra cui Kenzo («Una collaborazione di 20 anni»), Krizia, Giorgio Armani e Martin Margiela.

 

«In tutto mezzo secolo in maglia - ha fatto notare l'imprenditrice emiliana - che mia figlia Sonia, di ritorno dagli Usa, ha voluto racchiudere nella Modateca Deanna, un centro internazionale di documentazione e formazione sulla moda, sviluppato su 20mila metri quadri a San Martino in Rio, in provincia di Reggio Emilia».

 

Tra gli altri relatori, all'interno di un programma ricco di contributi che si è protratto per tutto il giorno, anche Fabrizio Servente di The Woolmark Company - che ha puntualizzato come la lana, partita come materiale per l'active, stia tornando in auge proprio in questo settore finora dominato dalle fibre man made - e Luciano Biondi di Zegna Baruffa-Lane Borgosesia, che riallacciandosi a questo discorso ha parlato di H2Dry.

 

Si tratta di un nuovo trattamento tecnico, che conferisce ai filati in pura lana traspirabilità, elasticità e ingualcibilità senza precedenti, sintetizzando al meglio le due anime della maglieria e, più in generale, della moda italiana: expertise maturata nel tempo e innovazione.

 

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