inaugurazione di pitti uomo

Il governo dà fiducia alla moda: +45% di investimenti nel 2017

Oltre al cauto ottimismo dovuto ai numeri record (1.220 marchi presenti) e ai dati positivi del menswear (il fatturato 2016 del comparto registra un incremento dello 0,9%, a quasi 9 miliardi), il cammino di Pitti Uomo 91 inizia bene: all'inaugurazione della manifestazione a Palazzo Vecchio il governo ha rinnovato l'impegno a sostenere il made in Italy in generale, e la moda italiana in particolare, con un investimento in crescita del 45%.

 

«Il 2017 - ha detto il ministro dello sviluppo economico, Carlo Calenda - sarà un anno difficile anche per la moda italiana: il governo da parte sua ha varato un piano complessivo per il made in Italy per circa 300 milioni di euro, quasi dieci volte in più rispetto alla media degli ultimi anni».

 

«Continueremo a investire e a rafforzare, a patto che si tratti di eventi di assoluta eccellenza - ha precisato - sul modello di quanto abbiamo fatto nelle ultime edizioni per Pitti (lo stanziamento da parte del governo è di circa 550mila euro) e per il Salone del Mobile.

 

L'idea di Calenda è quella di focalizzarsi sulle iniziative che abbiano un valore internazionale. Per quanto riguarda il sistema moda, il ministro ha assicurato che quest'anno il governo metterà sul piatto 36 milioni di euro.

 

Da parte sua, il presidente dell'Ice, Michele Scannavini, ha ribadito che la moda si conferma uno dei settori che il governo supporta di più, «perché siamo convinti che concentrarci su questo comparto abbia effetti a cascata sul made in Italy nella sua totalità».

 

Gaetano Marzotto, presidente di Pitti Immagine, ha voluto ringraziare tutti gli imprenditori (circa 700 le aziende italiane) che ogni sei mesi tornano in Fortezza da Basso: «Investono, creano lavoro e danno un importante contributo per battere la crisi, in un 2017 che si annuncia di notevole incertezza».

 

A Claudio Marenzi, presidente di Smi e di Emi-Ente Moda Italia, il compito di sottolineare l'importanza della sinergia tra le diverse realtà associative e imprenditoriali del settore moda allargato (tessile e abbigliamento, accessori, calzature e occhialeria), che porterà a sincronizzare tutte le fiere in un'unica città (Milano) e negli stessi giorni. «I competitor - ha puntualizzato Marenzi -  non sono in Italia, ma negli altri Paesi».

 

Il sindaco di Firenze, Dario Nardella, da un lato ha precisato come il rapporto tra le manifestazioni di Pitti, la cultura e la città sia sempre inscindibile, mentre dall'altro ha evidenziato il valore di un lavoro comune tra le città italiane, a cominciare da Milano, con cui il capoluogo toscano condivide il titolo di capitale della moda italiana».

 

«Il 29 dicembre scorso - ha rivelato Nardella - io e Beppe Sala ci siamo visti e abbiamo discusso su come dare una mano al progetto di sistema a cui il comparto sta lavorando. Abbiamo deciso di avviare un patto tra Firenze e Milano, per sostenere gli imprenditori della moda» (nell'immagine di NoNamePhoto, Carlo Calenda durante il suo intervento di stamattina).

 

 

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