la divisione fashion di rudolf group

Hub 1922: la chimica consapevole applicata al denim

Hub 1922 - divisione fashion del colosso tedesco della chimica Rudolf Group - consolida il proprio cammino di crescita come centro di ricerca e design dedicato alla moda, all'interno della sede italiana inaugurata lo scorso febbraio a Busto Arsizio, negli spazi di una fabbrica tessile del 1870 abbandonata da 40 anni.

«L'obiettivo è di accorciare le distanze con i marchi di abbigliamento e con i retailer – afferma l'head of division Alberto De Conti – con un approccio che parte dalla semplificazione delle proposte tecniche».

Nel corso di un recente workshop a Busto Arsizio, in stretta collaborazione con Tonello - leader nella produzione di macchinari per il finissaggio in capo - è stato mostrato come la chimica firmata Rudolf possa essere applicata alla tecnologia, per una produzione moderna e responsabile soprattutto nell'ambito del denimwear. 

Una filosofia applicata a tutto il percorso di finissaggio sul capo finito, dalla lavorazione laser del jeans per renderlo vintage (70 pezzi l'ora), fino al lavaggio con ozono per pulire e neutralizzare il capo in one step.

Il progetto A Life in Indigo, inoltre – con l'esposizione di sei capi Rudolf Hub 1922 su tessuti Candiani finiti a mano dagli studenti del terzo e quarto anno dell'Amsterdam Fashion Institute – è l'espressione più diretta della volontà di Hub 1922 di rappresentare in maniera sempre più incisiva un polo per lo sviluppo di trattamenti inediti sul capo finito.

Hub 1922 è tra gli espositori di Première Vision Denim, che ha chiuso i battenti ieri a Milano negli spazi di Superstudio Più, con la collezione Unexpected Association, progettata da Labor Studio e realizzata con materiali trattati da Rudolf Hub 1922.

La linea è ispirata alla "barracks bag" dei Marines, che nasceva in tessuto denim raw per poi essere personalizzata da ciascun soldato.

c.b.

 

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