la parola agli addetti ai lavori

Sfilate a Milano senza Gucci: «Ora servono un'azione combinata e un nuovo calendario»

Anche se non dovrebbe trattarsi di una fuga, ma solo di un momentaneo trasferimento, la scelta di Gucci di far sfilare la collezione primavera-estate 2019 a Parigi anziché a Milano sta facendo molto discutere, a cominciare dalla data: il 24 settembre, che anche se Marco Bizzarri, ceo di Gucci, definisce di transizione, in realtà corrisponde con l'ultima giornata ufficiale di Milano Moda Donna.

 

Tutti si chiedono: che cosa succederà alla fashion week di settembre ora che Gucci ha dichiarato forfait? Quale azienda deciderà di aprire la settimana della moda donna il 18 settembre, visto che il compito era toccato nelle ultime stagioni proprio a Gucci? E ancora, come farà la Camera a trattenere gli addetti ai lavori fino al Milano il 24 settembre, quando proprio in quelle ore ci sarà Alessandro Michele ad attendere stampa e buyer?

 

Abbiamo girato tutte queste domande ad alcuni nomi di spicco del settore tra buyer e titolari di showroom, tutti convinti che per superare l'assenza parziale e  temporanea (Gucci organizzerà un evento speciale il 19 settembre nel suo Hub e ha garantito che tornerà a sfilare a febbraio 2019) sia necessaria un'azione combinata e forse, qualche variazione nel calendario della fashion week.

 

I primi commenti arrivano dai social network. Tra i primi a dire la sua è stato Alessandro Dell'Acqua di N°21, che ha definito la scelta: «Non un bene per il sistema Italia».

 

Sulla stessa linea il commento Mario Dell'Oglio, titolare della storica boutique Dell'Oglio e presidente di Camera Italiana Buyer Moda: «Mi auguro davvero che si tratti di un fatto episodico, anche perché se così non fosse potrebbe passare che la fashion week di Parigi è più prestigiosa di quella di Milano. Ma sono certo che questa non è l'intenzione di Gucci, che proprio alla sua italianità deve molto del suo incredibile successo».

 

«Questa decisione - fa il punto Riccardo Grassi, titolare dell'omonima showroom - crea un danno a Milano dal punto di vista dell'immagine, ma il suo ruolo commerciale non si discute. Anche se Gucci va a sfilare a Parigi, sono certo che continuerà a tirare le fila del business da Milano. Certo, dovremo trovare il modo di far pesare il meno possibile questa assenza: ma sono certo che Camera Moda abbia una sua strategia. Ci vorrebbe qualcosa che lasciasse a bocca aperta: un ospite internazionale o un modo nuovo di fare scouting e sostenere i giovani all'interno del calendario».

 

«Il problema - è la considerazione di Antonia Giacinti, proprietaria del multimarca milanese Antonia - è che la moda non è più un eccellenza di Milano, come invece lo sono in questo momento il food, il design, l'archettettura e l'arte».

 

«Il successo incredibile di Gucci - continua Giacinti - ci aveva fatto pensare che qualcosa potesse cambiare. Per questo la sua assenza sembra a tutti una tragedia. Ma per risollevare l'immagine di una fashion week non basta un singolo marchio, serve il contributo di tutti gli attori in causa».

 

L'assenza di Gucci è un segnale da tenere in considerazione anche per giovani designer come Miao Ran: «Trovare la collocazione ideale in calendario non è mai facile e non lo sarà nemmeno a settembre. Diventerà sempre più difficile per marchio outsider come il nostro, ma questa decisione rispecchia forse il momento che sta attraversando Milano, che inizia a funzionare meglio per i marchi di abbigliamento con un'immagine più design, mentre i grandi brand moda sembrano preferire altro».

 

Ecco allora alcuni suggerimenti pratici per assicurare la tenuta della fashion week di settembre: «Questo sarebbe il momento migliore - suggerisce Giacinti - perché alcune maison italiane che da tempo sfilano a Parigi tornassero a Milano, penso a Miu Miu e Valentino».

 

Da Dell'Oglio e Riccardo Grassi arriva invece lo stesso consiglio: anticipare di uno o due giorni l'inizio di Milano Moda Donna previsto attualmente per il 18 settembre. «A questo punto meglio iniziare prima e evitare di mantenere una giornata povera di contenuti come temo sarà il lunedì 24».

 

«A questo punto se il calendario di Parigi ci sottrae spazio in coda, meglio anticipare di un paio di giorni, non credo che Milano dovrebbe temere una eventuale sovrapposizione con la fashion week di Londra (14-18 settembre, ndr).

 

Quanto alla Camera Nazionale della Moda Italiana, per il momento l'unico commento ufficiale è quello contenuto nella nota con cui ieri (24 maggio) il brand di punta di Kering ha annunciato la decisione di andare a sfilare a Parigi.

 

«Camera Nazionale della Moda comprende e rispetta i motivi alla base della richiesta di Gucci di presentare la collezione primavera-estate 2019 a Parigi per quest'occasione. Attendiamo con ansia il ritorno di Gucci ad aprire la fashion week a Milano il prossimo febbraio», ha commentato Carlo Capasa, che è stato proprio oggi riconfermato alla presidenza della Cnmi.

 

Per avere altre dichiarazioni in merito, bisognerà attendere ancora del tempo, Capasa sarebbe intenzionato a parlare del calendario di settembre quando potrà annunciare le novità in programma.

 

Per il momento è certa la seconda edizione del Green carpet award, in programma la sera del 23 settembre, e la sfilata co-ed di Emporio Armani all'interno di una location molto importante della città di Milano.

 

Rumour parlano di un ritorno del progetto Moncler Genius, anche se forse in forma minore rispetto alla scorsa stagione. E proprio questo potrebbe essere l'evento destinato ad aprire il calendario.

 


Nella foto, da sinistra Marco Bizzarri, Carlo Capasa e Alessandro Michele

 

 

an.bi.
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