la settimana della moda a parigi

Giorgio Armani torna all'essenza dello chic: «L'alta moda ha le sue regole»

Fedele a se stesso, allo charme più autentico, alla bellezza pura: Re Giorgio sfila al Théâtre National De Chaillot a Parigi con la sua Privé e svela una collezione dall'eleganza cristallina. Lineare e coerente nei volumi, castigata eppure seducente, con tutti i crismi dell'Armani-pensiero.

 

«Sono rimasto folgorato da una foto artistica - ha detto Giorgio Armani - dove c'era l'immagine di una donna bellissima. È lei che ha ispirato questa collezione di alta moda. Che ha le sue regole e vanno rispettate».

 

Nessun compromesso sull'eleganza, dunque, per "Essence", titolo della collezione. Il dailywear si gioca su alcuni elementi clou che si rincorrono come leitmotiv in tutta la sfilata: forme scolpite dalle reminiscenze Eighties per giacchine senza collo e leggermente sciancrate, ritmate dall'alternarsi di motivi grafici, come il macro pied-de-poule, i pois giganti, le stampe da cravatteria, portate su pantaloni morbidi e ampi stretti al fondo come un sarouel marocchino e ciabattine preziose.

 

Da Armani lo chic è assoluto, affidato a una grande ricerca nei tessuti e nelle silhouette: nessuna deriva sdolcinata, piuttosto un gioco sottile tra maschile e femminile, senza perdere la bussola. Qua e là qualche macrofiocco decorativo, oppure bottone gioiello. Poi spazio alla personalità di donne che non hanno bisogno di ostentare, consapevoli, con i capelli pettinati all'indietro, oppure avvolti in turbanti di piume, e scarpe il più delle volte rasoterra.

 

La sera è scandita da abiti sirena monospalla in velluto nero, dress con corpini ricamati di cristalli o body di tulle see-through coperti da leggere tasche gioiello, e poi maniche voluminose dal gusto barocco, drappeggi che si trasformano in grandi fiocchi stilizzati, macrobalze per il vestito da ballo sul finale dello show.

 

Ai bordi della passerella un front row d'eccezione: Isabelle Huppert, Zhang Zylin, Ruth Negga, Dominic Cooper, Margaret Mazzantini, Sabine Getty, Miroslava Duma, Hannah Bronfman e la musa Cate Blanchett.

 

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