la settimana della moda a parigi

Il "gigantismo" di Vetements rilegge i codici di 18 top brand

Demna Gvasalia (direttore creativo anche di Balenciaga) e suo fratello Guram hanno fatto irruzione nel palcoscenico elitario dell'haute couture parigina con una collezione irriverente di 54 modelli, che parte dai capi clou di alcuni brand internazionali per rileggerli in un'ottica alternativa, in pieno stile Vetements.

 

Due mesi in anticipo rispetto al calendario tradizionale, il marchio lanciato due anni fa dai fratelli di origine georgiana ha portato in passerella alle Galeries Lafayette un progetto a più voci, con il coinvolgimento di 18 brand eterogenei - da Manolo Blanik a Brioni, da Levi's a Estpak - con capi uomo, donna e pezzi di couture per la primavera-estate 2017. Obiettivo: rivisitare i pezzi che hanno fatto diventare grandi alcune maison per trasformarli dialetticamente in una nuova sintesi in chiave Vetements.

 

Nel fuoco incrociato di diverse citazioni, rimane intatto il messaggio dissacratorio e anarchico di Demna Gvasalia, che sul crinale di sartoriale e street style ripropone alcuni temi diventati il biglietto da visita del brand: giacche vistosamente oversize, camicie allacciate alla rinfusa e portate per metà sotto e metà sopra i pantaloni ampi e spesso informi, salopette-grembiuli dalle proporzioni giganti, tute soviet style, solo qualche apparente digressione nel territorio più rassicurante della femminilità con abiti a fiori, qualche ruche intorno a dress accollati, purché abbinati con boot silver o stivali che si arrampicano fin sopra la vita.

 

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