La sfilata resort a Lisbona

Un messaggio d’amore firmato Max Mara

Max Mara continua il suo viaggio itinerante per presentare le collezioni resort: dopo il 2018, anno in cui è stata scelta la Collezione Maramotti a Reggio Emilia, città in cui hanno sede gli headquarters dell’azienda, nel 2019 è stata la volta del Neues Museum di Berlino e nel 2021 dell’Isola di Ischia. Quest’anno la casa di moda ha scelto i giardini rigogliosi della Fondazione Calouste Gulbenkian di Lisbona.

Tra opere preziose del XX secolo e strutture brutaliste in cemento, ha sfilato una collezione con forti riferimenti storici a quella intellighènzia del periodo a cavallo tra gli anni Settanta e Ottanta, con esponenti come Henry Miller, Graham Green ed Eugène Ionesco che si ritrovavano nei salotti bene di Lisbona per dibattere con la poetessa Natália de Oliveira Correia e con lei ascoltavano la regina del fado, Amalia Rodrigues, fino a notte fonda.

E proprio il fado, musica dell’amore e del desiderio, diventa una fonte di ispirazione e si traduce in una silhouette voluttuosa e morbida, che di tanto in tanto richiama le gonne arricciate degli abiti tradizionali portoghesi, o introduce tubini seducenti, perfetti per eventi mondani. Quasi ogni abito ha, chiaramente, un cappotto Max Mara da abbinare.

Le nuance sono quelle che contraddistinguono la maison, cioè il cammello, il bianco e il nero, ma non mancano pennellate di colore come il giallo, l’arancio, il verde e il blu.

Una costruzione di cuori, fiori e colombe resi nello stile sofisticato e naïf dei Lencos de namorados do Minho: i cosiddetti “fazzoletti degli innamorati”, che rappresentano la più genuina forma poetica usata dalle ragazze in età da marito nel ricamare in un quadrato di lino messaggi o simboli d’amore per conquistare il cuore del loro amato, fanno la comparsa sulle stampe di Max Mara e sulle spille costellate di cristalli.

Un potente messaggio d’amore che Max Mara, collaborando con gli artigiani portoghesi, ha voluto realizzare per questa collezione e per alcune T-shirt recanti la poesia che, come vuole l’usanza, inizia con un accorata preghiera affinché il messaggio raggiunga il destinatario.

a.c.
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