La stilista cinese alla fashion week

Cina grande assente in pedana, ma Annakiki c'è: «Per noi tutto regolare»

Come ormai da tradizione, la pattuglia di designer cinesi presenti alle sfilate milanesi avrebbe dovuto essere nutrita e invece, a causa del coronavirus, nomi come Angel Chen, Ricostru e Hui, ormai familiari agli addetti ai lavori, non sono in calendario.

L’unica presenza confermata dalla Cina è quella di Anna Yang, fondatrice e direttore creativo di Annakiki. «La collezione era già pronta ed è arrivata a Milano in tempo - racconta la designer - così siamo riusciti a confermare lo show del 22 febbraio. Siamo stati fortunati, ma la situazione in Cina è grave».

Quanto è stato difficile far arrivare la collezione in Italia?

In realtà parte della collezione (a destra un’anteprima, ndr) è prodotta proprio qui, quindi non siamo stati colpiti più di tanto. Un ruolo decisivo lo ha avuto anche la società di consulenza Poly Global, che ci segue da due anni e ci ha aiutato ad adattare gli standard internazionali in termini di progettazione e sviluppo della collezione, realizzata solo in parte in Cina.

La sfilata è salva, ma come vi siete organizzati per la campagna vendita e con le consegne?

Credo che non avremo alcun problema con il programma di consegna per gli acquirenti e la nostra campagna vendita, già iniziata a Milano e poi sarà anche a Parigi.

an.bi.
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