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Fondazione Prada: si alza il sipario sul ristorante Torre

Rem Koolhaas lo definisce «un collage di temi ed elementi preesistenti», che combina opere d'arte e arredi di design: apre oggi, 9 maggio, il ristorante Torre al sesto e settimo piano del nuovo edificio che completa la sede di Milano della Fondazione Prada, progettata da Koolhaas con Chris van Duijn e Federico Pompignoli dello studio OMA.

 

La sala al sesto piano occupa una superficie di 215 metri quadri, suddivisa in due aree: il bar e il ristorante. Ambienti caratterizzati dal contrasto tra le ampie vetrate a tutta altezza, con una vista inedita della città di Milano, e i toni caldi del parquet, della boiserie in legno di noce e dei pannelli in canapa che rivestono le pareti.

 

Un bancone centrale con bottiglieria sospesa contraddistingue il bar, dove attirano l'attenzione anche un camino attorniato da poltroncineSoviet e tavolini Tulip di Eero Saarinen e due opere - Cappa per caminetto (1949) e Testa di medusa (1948-54) - di Lucio Fontana, mentre la ceramica policroma Pilastro (1947) dello stesso artista introduce al ristorante con 84 coperti, disposto su su tre livelli.

 

Uno spazio con arredi di Eero Saarinen, insieme a mobili originali del Four Seasons Restaurant di New York (progettato nel 1958 da Philip Johnson) e ad elementi dell'installazione The Double Club di Carsten Höller.

 

Alle pareti quadri di William N. Copley, Jeff Koons, Goshka Macuga e John Wesley, ma anche i piatti d'artista realizzati per questo ristorante da John Baldessari, Thomas Demand, Nathalie Djurberg & Hans Berg, Elmgreen & Dragset, Joep Van Lieshout,Goshka Macuga, Mariko Mori, Tobias Rebherger, Andreas Slominski, Francesco Vezzoli e John Wesley.

 

Da non perdere la terrazza esterna a pianta triangolare, sviluppata su 125 metri quadri, che ospita una parte ristorante con 20 coperti stile bistrot e una parte bar.

 

Lo Chef's Table al settimo piano è una zona riservata, con servizi dedicati, con una parete vetrata che dà sulle cucine e una terrazza privata.

 

Il menù è italiano, ispirato alle tradizioni regionali, con i grandi classici della pasticceria come dessert e selezionate etichette di vini italiani e internazionali.

 

Ma lo spirito non è quello di chiudersi nell'italianità a tutti i costi. Con il supporto di Care's-The Ethical Chef Days (progetto ideato da Norbert Niederkofler ePaolo Ferretti), il ristorante vuole infatti essere anche un luogo di confronto con le cucine di tutto il mondo e con i giovani.

 

Durante l’anno chef under 30 saranno ospiti e per due settimane proporranno piatti tipici del loro Paese di provenienza, secondo i principi di una cucina etica e sostenibile.

 

L'accesso è sia dal cortile della Fondazione in largo Isarco, negli orari di apertura di quest'ultima, sia la sera da via Lorenzini 14.

 

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