Lo show nel maniero in Puglia

Le Cosmogonie di Gucci sfilano a Castel del Monte

Nel castello di Federico II di Svezia, a una manciata di chilometri da Andria, prende vita, in una notte di luna piena, la collezione Cosmogonie di Gucci, disegnata da Alessandro Michele.

Non poteva esserci un luogo migliore di questa fortezza per presentare una collezione che descrive costellazioni creative, l'incontro di forme, vite, attitudini e storie, e non a caso diventa l’assunto del titolo, come una sorta di spiegazione scientifica della formazione dell’Universo attraverso l'astronomia, scienza che osserva la formazione e l’evoluzione dei corpi celesti.

La stessa che porta Alessandro Michele a esplorare le costellazioni e i mondi fantastici in cui il vestito assume il ruolo di ammantare il corpo, per esprimere l'evoluzione del costume.

«Il castello ha misure magiche così come sono magiche le misure dei colli delle camicie e le misure delle giacche - dichiara Michele prima dello show -. Per questo mi è sembrato che qui anche la disposizione delle pietre della costruzione racconti la genesi del mio lavoro, ma soprattutto racconti quanto nel mio lavoro sia importante mettere insieme delle costellazioni di cose».

Cosmogonie trasferite in vestiti, come codici misteriosi che serbano accenni di un tempo passato e sprazzi del presente, proprio come i numeri cabalistici e le forme del castello costruito su base ottagonale, con stanze interne tutte a forma di trapezio.

Percezioni che si trasformano in gorgiere che adornano colli e polsi, in luminosità luccicante che talvolta si stempera in lingue di fuoco sul corpo, nei giochi di colore come le carte da gioco, o nei ricami mitologici e astrologi accennate nel velluto di un abito.

Un racconto di moda che diventa un rave di vestiti senza connotazioni di genere, come elementi cosmogonici che rivelano storie di un altro mondo, quello che si libera dalle costrizioni della necessità. Coerente con il pensiero dello stilista: «La moda esiste anche quando non dà vita a un business».

Gucci: Resort Women Off Season 2023


Nel trionfo di luci e costellazioni riportate sulle mura del Castello di Federico II attraverso proiettori, e con una luna piena e rossa, come una sorta di ritmo catartico sfilano abiti con gorgiere, giacche e lunghe cappe da uomo che sembrano cotte medioevali, capispalla dai colori sfumati e da texture tribali, cuissard allacciati con stringhe, abiti impalpabili che espongono il corpo nudo, abiti sartoriali maschili con pantaloni corti al ginocchio, denim corti o lunghi adornati di pietre sfavillanti e tantissimi gioielli che impreziosiscono i volti come quelle delle donne nelle cerimonie dei matrimoni berberi o che ci rimandano ai gioielli del Sacro Romano Impero, come tiare longobarde appoggiate sui capelli.

Vestiti che diventano corpi e corpi che diventano vestiti, per un rito iniziatico dai misteri conosciuti che la moda sa rinnovare, per poi concludersi sulle note di Supermodel, eseguita dai Maneskin, che libera la compostezza degli ospiti, per trasformarli in anime danzanti di un rave.

a.c.
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