Location a un’ora da marrakech

Saint Laurent: un’oasi nel deserto

Anthony Vaccarello, direttore creativo di Saint Laurent, ha presentato la collezione maschile primavera-estate 2023 nel deserto di Agafay, a un’ora circa da Marrakech.

Un luogo magico, il Marocco, che ha un profondo significato rileggendo la storia di Yves Saint Laurent, visto che nel 1966 il designer e il suo compagno Pierre Bergé soggiornarono all’hotel La Mamounia e lì prese forma il loro destino, tanto che comprarono due case: la prima nel riad Dar el-Hanch e la seconda a Dar Es Saada, situata a due passi dal giardino Majorelle, «la casa della felicità e della serenità», come la definì il designer, dove ora ha sede il Musée Yves Saint Laurent.

Da questo contesto così evocativo è partita l’idea creativa forte della mise en scène dello show, dove l’installazione circolare di luci progettata dall’artista e scenografo Es Devlin ha valorizzato un’estetica pulita ed essenziale. Con un colpo da maestro, Vaccarello che ha riallacciato il filo dei  ricordi dei suoi primi anni, quando era studente a Bruxelles alla scuola d’arte La Cambre, associandoli magnificamente con i codici classici di Saint Laurent.



A dominare la scena i trench con spalle affilate, ma sensuali, e silhouette costruite su materiali come la lana o la pelle simile a un guanto, mentre i pantaloni con un inizio a vita alta ricadono in una foggia più ampia e in alcuni casi sono personalizzati da una striscia da smoking, rimandando echi anni ‘60.

La sensualità maschile si esprime in camicie e delicati top che aderiscono al busto e lo smoking, icona inventata dal couturier, è sempre in primo piano, scivolando nella totale fluidità grazie all’amato tessuto grain de poudre di Yves Saint Laurent o ai favolosi rasi lounge lucertola.

Una collezione impregnata di un gioco di accostamenti super chic che abbiamo già notato nel cambio di direzione della collezione ready-to-wear donna fall 2022, tanto da che è stato astutamente riproposto in questa sfilata maschile un cappotto nero a spalle larghe sopra un paio di pantaloni color avorio, chiaro rimando al look di apertura della presentazione femminile.


Alcuni possono anche pensare alla fluidità di genere che oggi va tanto in voga, ma il punto di osservazione è un altro: non si parla di uomini che si vestono da donne o di donne che si vestono da uomini, ma di trovare la giusta collocazione a vestiti belli che sono semplicemente bei vestiti, dedicati a clienti in cerca di quei particolari modelli, al di là della loro connotazione di genere. 

a.c.
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