mega show a marrakech

Dior Cruise 2020: una conversazione tra Oriente e Occidente

Aristocratica e provocante. La collezione Cruise di Dior, disegnata da Maria Grazia Chiuri, si veste di forte sensualità per mettere in risalto le somiglianze tra le culture ma senza amalgamarle, dimostrando che, nonostante le differenze, condividiamo valori e tradizioni comuni.

In quest'ottica rientra la scelta di sfilare nei giorni scorsi tra le mura del palazzo El Badi a Marrakech, tra fiamme e note ipnotiche, suonate dai musicisti del villaggio di Jojouka.

Durante i secoli questa città è stata un luogo di artisti e creativi che si sono incontrati e hanno lavorato insieme, condividendo idee e mescolando diversi modi di approcciare la cultura marocchina.

«In un momento in cui si parla molto di cultural appropriation - ha dichiarato Maria Grazia Chiuri - ritengo sia necessario esplorare l’essenza stessa della moda, che è anche tecnica e tradizione».

Rigore e sensualità si combinano dunque in uno stile cui contribuiscono una serie di collaborazioni multiculturali, evocate dai nomi di Pathé’O, Uniwax e Sumano, oltre a quelli delle designer e artiste Grace Wales Bonner e Mickalene Thomas.

Tecniche, gesti e immagini attinti dal passato si fondono in una collezione che fa del tessuto wax uno dei suoi fondamenti, rifacendosi a immagini e atmosfere che hanno intriso la cultura visuale legata a questa sponda del Mediterraneo.

Emergono dagli archivi Dior creazioni che riecheggiano queste fascinazioni, come l’ensemble Jungle di Marc Bohan o un foulard con la stampa di un leone africano.

Le stampe su catena, gli jacquard e i fil coupé si riallacciano ai paesaggi che tanto hanno condizionato le opere di scrittori come Albert Camus e Paul Bowles o, ancora, Alberto Moravia e del regista Bernardo Bertolucci.

«A chi mi chiede se mi sono presa dei rischi rispondo di sì. Oggi disegnare moda non è solo fare un bellissimo vestito ma ragionare su codici e artigianalità - ha proseguito la stilista - e confrontarsi con la potenza della Natura».

Questa evocazione prende forma attraverso materiali come la seta écru, la garza di seta e lo shantung, valorizzati dai colori sabbiati, dal blu indaco, dagli ocra, dai rossi bruciati, a definire cappotti e tailleur, gonne a pieghe e pantaloni.

Per il set design Chiuri ha coinvolto Sumano, progetto di grande rilevanza sociale, il cui obiettivo è recuperare la tradizione artigiana femminile delle tribù del Marocco, in particolare la ceramica dipinta, così come l’arte della tessitura e delle tinture vegetali.

Un inno alla bellezza della varietà e dell’inclusione, riservato a 800 selezionati ospiti, con celebrities come Jessica Alba, Shailene Woodley, Lupita Nyong’o e, a sorpresa, l'inossidabile Diana Ross, chiamata a esibirsi durante l’after party.


a.c.
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