MILANO FASHION WEEK

Prada: l'uniforme essenziale come risposta al presente

Una moda che torni a riflettere sui valori e sulla creatività, per un dialogo funzionale tra l’uomo e la tecnologia, per definire e ridefinire il fondamentale significato della realtà e dell’umanità stessa, emersa da un periodo in cui questo tipo di rapporto è diventato vitale, accorciando le distanze e unendo le persone.

Questa la mission della collezione primavera/estate 2021 di Prada, che segna il debutto dei co-direttori creativi Miuccia Prada e Raf Simons: una serie di capi che prende ispirazione da questa unione intrinsecamente contemporanea ed influenzata inesorabilmente da queste necessarie restrizioni, presentando una moda come riflesso e risposta al presente, dove a un livello più profondo la stessa tecnologia diventa parte integrante dell’umanità stessa.

Un cast di modelle, che non hanno mai calcato le passerelle e per le quali questa sfilata digitale è un debutto, si animano in uno spazio personale, quasi intimo creato da Oma/Amo, dove la tecnologia è presente con lampadari, monitor e telecamere, che si uniscono al ritmo delle falcate delle mannequins e alle note elettroniche di Richie Hawtin, musicista anglo-canadese.

E in questa dualità e pluralità - insite nel linguaggio di Prada, che accosta diversi elementi, discipline e approcci - che la semplicità dell’uniforme diventa riconoscibile attraverso “The Wrap”, un rettangolo preciso di tessuto, che non è altro se non il prodotto logico di una modalità di esplorazione dell’essenziale, come simbolo rappresentativo delle considerazioni complessive della collezione.

L’abito come oggetto di utilità o di ornamento viene proposto nelle diverse manifatture che compongono la collezione, raggiungendo quel significato più profondo che attraverso i materiali ne cambia la lettura: dal jersey al tessuto felpato, re-nylon alla duchesse ricamato, fino al taffettà chinè.

Il pragmatico diventa sofisticato e viceversa, seguendo le linee del corpo in bluse smanicate, pantaloni dritti, soprabiti in re-nylon industriale realizzati con tecniche sartoriali, e completi in felpa. E anche l’aggiunta di tasche ai capi è un atto pratico, una praticità che parla di vita e di quotidianità, dell’utilità degli abiti che dialogano con il corpo umano.

Una moda moderna che non trasforma chi compra in una categoria commerciale, ma diventa un’espressione preventiva di quello che l’umanità sta vivendo, della sensibilità delle persone e del loro mettersi in confronto con le grandi difficoltà della vita.

a.c.
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