Alla design week anche il ro plastic prize

La plastica riciclata è cool con GuiltlessPlastic di Rossana Orlandi

GuiltlessPlastic (plastica senza colpa) - il progetto di Rossana Orlandi per far sì che il design dia una seconda vita alla plastica - prende sempre più corpo.

Era il Fuorisalone 2018 quando la nota gallerista e scopritrice di talenti lanciava Senso di Colpa-Guilty Feeling, una maratona di incontri allo Spazio Rossana Orlandi, moderati dalla scrittrice e giornalista Cristina Gabetti, per discutere e riflettere sulla plastica. 

Un materiale da tempo sotto accusa, perché affolla le discariche e i nostri mari, ma che si presta a molteplici possibilità di riutilizzo. Ciononostante a oggi, secondo stime, solo il 6% degli oggetti in plastica utilizzati in Europa proviene da riciclo.

«La plastica non ha colpa, l’uso sbagliato e l’abuso sono la vera colpa», ha ribadito oggi in conferenza stampa Orlandi, che insieme a Gabetti ha raccontato nel suo spazio milanese come l’evento Guilty Feeling stia diventando un progetto articolato, GuiltlessPlastic, che con la nuova edizione della Milano design week includerà un premio, il Ro Plastic Prize.

Ma c'è anche un "master", che punterà i riflettori sulle creazioni di artisti, architetti e designer affermati «che si sono cimentati con la plastica riciclata e ora ne hanno quasi fatto una missione».

In circa tre mesi dal bando (lo scorso dicembre, aperto a tutti, di qualsiasi età), il Ro Plastic Prize ha raccolto oltre un centinaio di candidature da 50 diversi Paesi. Il prossimo 10 aprile saranno premiati quattro vincitori nelle categorie Design Process, Home Textiles, Packaging Solutions e Conscious Innovation Projects. I loro lavori saranno esposti nella galleria di via Matteo Bandello, appuntamento cult del fuori salone.

«Ciascun premiato - ha spiegato la guru del design - riceverà 10mila euro. A uno dei vincitori sarà offerto anche uno studio di Life Cycle Assessment (che valuta l'impatto ambientale, ndr)».

Previste anche borse di studio rivolte a studenti dell’Istituto Marangoni di Milano e Londra. La scuola è legata a GuiltlessPlastic anche perché ospiterà nella sede londinese i quattro progetti vincitori del primo Ro Plastic Prize.

L’università Iulm, invece, è stata coinvolta con un concorso relativo alla realizzazione di spot educational destinati ai bambini, per un uso responsabile della plastica. 

Quanto al master, a oggi sono circa 25 i lavori pervenuti che saranno esposti al Museo della Scienza e delle Tecnologia Leonardo da Vinci (nella sezione dei treni). L’idea è anche di realizzare dei roadshow a Parigi, Londra e New York. «Poi i lavori saranno venduti all’asta e parte del ricavato verrà devoluto in beneficienza», ha precisato Orlandi.

Ma i suoi piani non finiscono qui. «I prodotti più interessanti di GuiltlessPlastic troveranno dei produttori e verranno venduti su una nota piattaforma online».

Nell’annunciare i traguardi appena raggiunti (non ultimo il patrocinio del Comune di Milano) Rossana Orlandi è già pronta per nuove sfide con la plastica: «Mi piacerebbe sostenere la formazione nel mondo del design, vorrei creare un’accademia dove poter fare sperimentazione sul materiale e realizzare un portale per avviare un network virtuoso».

e.f.
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