MILANO DIGITAL FASHION WEEK

Ermenegildo Zegna: l’osmosi tra natura, uomo e macchina

Il futuro della moda sarà un ibrido tra eventi fisici e digitali: ne è convinto Gildo Zegna, a.d. della Ermenegildo Zegna, che quest'anno celebra i 110 anni di attività ed è stata tra i protagonisti dell'ultima giornata della Milano Digital Fashion Week.

Un anniversario che, come si legge in un comunicato, «accade in un momento particolare per l’intera umanità e per questo rappresenta anche l’occasione per ripensare il significato della presenza di ognuno di noi in questo mondo e il valore delle azioni di ciascuno per il bene del pianeta e dei suoi abitanti».

Nata come azienda tessile e trasformatasi in uno dei principali marchi di lusso maschile, Ermenegildo Zegna fin dalle origini ha una forte connessione con la natura, vista non soltanto come fonte di risorse delle materie prime, ma anche come ricchezza di biodiversità da preservare, con l'Oasi Zegna come emblema.

Nel progetto che racconta la collezione Ermenegildo Zegna XXX Estate 2021, attraverso un’esperienza in cui digitale e reale si fondono in un'esplorazione del legame unico tra natura e macchina, i luoghi d'origine del marchio - Trivero e l'Oasi - sono protagonisti, in un flusso tra spazi all'aperto e gli interni del Lanificio.

Ispirato al mindset #UseTheExisting, lo show si svolge negli spazi che esprimono i valori e la filosofia del brand. Un senso di precisione sartoriale pervade tutta la collezione, tanto nelle forme e volumi generosi, quanto nelle fusioni cromatiche dell’argilla, dei gialli, dei rosa ortensia, dei grigi sienite, del blu riverstone, del verde carabus e neri ardesia.

Fluidi, naturali ma anche consistenti i materiali: dalla lana alla canapa, dalle fibre grezze al lino, dalla carta-seta alla nappa effetto carta, per finire con le lane #UseTheExisting.

La sostenibile leggerezza ispirata dall’osmosi di mondi diversi prende vita attraverso soluzioni di spalle calate, scolli profondi, forme stratificate, tasche molto ampie e zip che consentono di espandere i volumi. Ne scaturisce una sensazione fluida e naturale, sottolineata talvolta da dolcevita che sostituiscono le camicie sotto i blazer e le giacche camicia o nella nuova visione degli spolverini e i pantaloni dal taglio fluido che disegnano una silhouette allungata.

A completare tutti i look gli accessori: i sandali e mocassini con suola importante e punta arrotondata.

«Un momento come questo - dice il direttore artistico Alessandro Sartori - può facilmente portare alla celebrazione dell'impeccabile precisione della macchina, ma da Zegna, nel rispetto di una profonda tradizione umanistica italiana, crediamo che l'essere umano debba sempre essere collocato al centro, in armonia con la natura».

«Sono la creatività e la sensibilità, qualità umane per eccellenza, a trarre il meglio dalle macchine - chiarisce -. Senza il contributo dell’uomo, tutto sarebbe privo di anima. Il progetto riflette questa unione di sensibilità, che è anche un equilibrio tra passato e futuro, interno ed esterno, in un’opera che unifica ma è anche multiforme».

Intanto Gildo Zegna riflette sul futuro: intervistato da Alan Friedman nella sezione editoriale Discussing The Future della piattaforma della Milano Digital Fashion Week, dichiara che ibrido e omnichannel saranno le parole più in voga.

«Il digitale - afferma l'imprenditore - crea un dialogo con il cliente soprattutto in mercati come la Cina, dove il pubblico è più aperto alle innovazioni e desideroso di provare prodotti inediti. È una clientela che si può raggiungere attraverso le Stories, con nuove idee». Più in generale, il mantra è uno solo: «Non possiamo limitarci a tagliare i costi, dobbiamo anche costruire un futuro migliore insieme. Il senso di unità che ci ha avvicinati negli ultimi mesi deve andare avanti, per poter difendere il marchio Made in Italy».

a.c.

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