MILANO DIGITAL FASHION WEEK

Gucci scrive l'Epilogo di una favola in tre tempi

Un live streaming di 12 ore, iniziato stamattina alle 8, per mostrare tutti i passaggi della realizzazione della campagna dedicata alla collezione Epilogo: affidandosi come d'abitudine a una formula inusuale, Gucci scandisce le battute finali della Milano Digital Fashion Week.

Definirlo streaming è limitativo. Si tratta di una narrazione, che non parte da oggi ma da ben più lontano e di cui questo è l'atto conclusivo, «il punto di accumulo di riflessioni che si sono sedimentate nel corso di uno scavo», come precisa Alessandro Michele, che associa questa fase non a una fine, ma a un preludio: «Uno spartiacque che chiude, e apre al tempo stesso, una soglia da cui ripartire per provare a immaginare il domani».

L'avvio di questa perlustrazione è avvenuto con la sfilata milanese di febbraio, in cui il direttore creativo aveva ribaltato i piani, portando al centro della scena i suoi "compagni di viaggio", coloro che in genere lavorano dietro le quinte: «Quell'intelligenza collettiva, ispirata e sensibile, che rende possibile l'incanto della bellezza».

Il secondo atto è stata la campagna pubblicitaria di maggio, quando Michele ha cercato di produrre un ulteriore spiazzamento all'interno dei meccanismi routinari della moda. «Ho voluto mollare la presa - racconta - rinunciare alla costruzione della scena e dell'azione, lasciando che fossero i miei modelli a costruire le loro stesse immagini. A improvvisarsi fotografi e cantastorie, produttori e scenografi».

Si arriva così all'Epilogo odierno in cui, coerentemente con i precedenti passaggi, gli abiti vengono indossati da chi li ha costruiti: «I designer, con cui ogni giorno condivido lo stordimento della creazione, diventeranno interpreti di una nuova storia. Si tratta di un'operazione in cui i ruoli, ancora una volta, si ribaltano».

Uno scenario in cui entrano in gioco anche gli spettatori, un pubblico allargato a cui è concesso di indagare per un lungo arco di tempo nella giornata, sullo schermo di uno smartphone o di un pc, il processo attraverso il quale l'ufficio stile incarnerà la nuova campagna pubblicitaria di Gucci, che ha come sfondi Palazzo Sacchetti (da dove è trasmessa la diretta) e il Campo Boario di Roma.

«La mia favola in tre tempi - conclude Michele - vuole produrre un'istanza interrogativa sulle regole, i ruoli e le funzioni che fanno vivere il mondo della moda, un gioco squilibrato in cui ho cercato di smontare le impalcature, capovolgere i piani, spostare lo sguardo».

Il lookbook, scattato da Mark Peckmezian, è stato fotografato su sfondo bianco e arricchito da contributi grafici. La direzione creativa è di Alessandro Michele, l'art direction di Christopher Simmonds, l'hair styling di Paul Hanlon e il make up di Thomas De Kluyver



A cura della redazione
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