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Antonio Marras: al Lirico il valore della memoria e dell’incanto

Antonio Marras ci porta in un teatro, un grandissimo teatro, il Teatro Lirico, che ritornerà alla ribalta dopo 20 anni di sipario chiuso. Ma ora, solo per ora, appare come una cattedrale post industriale in un medioevo futuro, una enorme scatola vuota abitata da tubi, travi, putrelle e ponteggi, che fanno da sfondo ai personaggi conosciuti e familiari dei film di Fellini.

 

Un viaggio in un Amarcord personale dove Giuletta degli Spiriti, Cabiria e Gelsomina, donne che risiedono nel nostro subcoscio più profondo, rivivono in un gioco con il tempo del sogno, il tempo con cui pensare a relazioni e storie. 

 

Il fascino di queste donne colpisce ancora ed è un tripudio d’intarsi e sovrapposizioni di capi, pizzi, ricami, intarsi, cuciture. Una decostruzione e ri-assemblaggio di pezzi di tessuti o materiali.

 

Vestitini in tulle e con balze, altri in pizzo patchwork e stampe vintage, ricordano gli anni Trenta. Non manca un omaggio agli anni Settanta, il cui ricordo s’intravede nelle giacche e giubbotti in denim decorati con fiori, applicazioni, cristalli e ricami, nei cappotti dalle stampe vintage, nelle camicette vittoriane.

 

La parola d'ordine dello stilista sardo è cura maniacale del dettaglio: gli abiti smisurati, pensando a Caterina Boratto, e super avvitati per Anita Ekberg, ma anche piccoli per Giulietta Masina. Tailleur sartoriali per Anouk Aimée e maglie pirotecniche per Sylva Koshina. E tra gli uomini un mito fra tutti: Marcello Mastroianni.

 

Genio, fantasia e creatività sono il fil rouge che unisce gli abiti visti in passerella al make up eseguito da Tom Pecheux, key artist per Mac Cosmetics.

 

«Mi sono ispirato al mondo stravagante di Fellini, un mondo in cui vince la fantasia – ha detto – e la fantasia si esprime attraverso beauty look uno diverso dall’altro: alcune modelle indossano ombretti verdi, altre invece sfoggiano un make up in puro stile “baby doll”. Ma c'è anche chi non ha neanche un filo di trucco». Un make up dalle più anime  un po' come la vita sentimentale di Fellini, legato a molte importanti figure femminili.

 

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