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Koradior: dalla Cina a Palazzo Reale, sondando opportunità in Italia

Una sede importante (la Sala delle Cariatidi di Palazzo Reale) e un'ospite d'onore internazionale, Miranda Kerr, sono il biglietto da visita alla Milano Fashion Week di Koradior, in calendario oggi, 26 settembre, alle 17. Un marchio che, come spiega il presidente Jin Ming (nella foto), «con la sua immagine transgenerazionale e cosmopolita, rappresenta il volto moderno della Cina».

 

45 anni, un master in Business Administration alla China Europe International Business School, Jin Ming è a capo di Shenzen Koradior Fashion Co. Ltd., società con un fatturato di quasi 1,3 miliardi di yuan (circa 172 milioni di euro) e un margine operativo di 0,18 miliardi (24 milioni di euro), controllata da Koradior Holdings Limited, quotata alla Borsa di Hong Kong.

 

«Una realtà fondata nel 2007 - spiega l'imprenditore - e titolare di due marchi, Koradior appunto e La Koradior, focalizzati sull'alto di gamma femminile».

 

Dopo aver portato alla settimana della moda milanese le proposte da sera e da cocktail di La Koradior, nel settembre 2015, ora è la volta dell'eleganza più quotidiana, ma sempre ricercata, di Koradior: il brand storico dell'azienda, nato nello stesso anno in cui ha preso il via l'attività della Shenzhen Koradior Fashion Co. Ltd..

 

«Il filo conduttore del fashion show alla Sala delle Cariatidi - anticipa Jin Ming - è "Melody of South China", un'atmosfera che i nostri designer hanno ricostruito dopo aver viaggiato nei villaggi Miao, alla ricerca di costumi e abitudini antichi».

 

Queste sensazioni e impressioni si sono trasformate in abiti, suddivisi nelle tre serie "Melody of every day", "Fashion play with history" ed "Eternal beauty", sul filo conduttore dell'alchimia tra suggestioni orientali e contemporaneità, lusso e modernità.

 

Il tutto con un tocco di italianità nei materiali: «Ogni anno i nostri team di creativi visitano le fiere tessili della Penisola alla ricerca di tessuti e pelli, particolarmente apprezzati dalle donne cinesi».

 

Il nostro non è tanto visto come un Paese in cui espandere la label Koradior, il cui successo è saldamente ancorato alla nazione d'origine, quanto come «un'area in cui siamo interessati a stabilire relazioni e collaborazioni a vari livelli, dal design alla fornitura dei tessuti, dalle agenzie di modelle ai fotografi».

 

«Spero di riuscire a cooperare con brand italiani - puntualizza Jin Ming - in modo da avviare insieme uno sviluppo sul territorio cinese, che è grande e ricco di opportunità. E che noi, ovviamente, conosciamo molto bene».

 

Esiste una griffe made in Italy particolarmente apprezzata dal numero uno di Shenzen Koradior Fashion Co. Ltd.? «Rispetto tutti i marchi italiani e i loro notevoli contenuti di artigianalità. Confesso di avere un debole per Dolce&Gabbana, sinonimo di bellezza e creatività».

 

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