milano fashion week

L'appello al femminismo di Prada

Sulla passerella di Prada hanno sfilato capi che non disdegnano il colore, mixato con sapienza per un effetto delicato che bandisce gli eccessi. Effetti materici si mescolano, in un trionfo di stampe che tappezzano la sala e invadono i capi della collezione.

 

Una nuova narrativa, quella di Miuccia Prada, che desidera trovare i punti d’intersezione tra gli archi preesistenti e a offrire nuove possibilità e prospettive visive. «Il mio è un incoraggiamento a riprendere la strada della militanza, un’istigazione a “delinquere” contro la passività che si è impossessata di molte donne - dice la stilista -. Siamo progredite, ma non ancora abbastanza».

 

Un invito, quindi, a farsi militante, ad affermare pensieri parole e opere che facciano uscire le donne dalla rassegnazione della supremazia degli uomini alfa.

 

Naturalmente, Miuccia Prada è cosciente che nella grande varietà dei modi in cui si raccontano le cose, la modalità scelta non è indifferente. Per questo ha collaborato con otto artiste visionarie, ognuna delle quali ha rappresentato le donne con una consapevolezza unica - Brigid Elva, Joëlle Jones, Stellar Leuna, Giuliana Maldini, Natsume Ono, Emma Ríos, Trina Robbins e Fiona Staples - e ha reso omaggio a Tarpé Mills, la fumettista che creò la primasupereroina donna.

 

Ed ecco che i frammenti di storie, proprio come comic, assumono le forme di abiti scamiciati composti di tessuti vari che si sovrappongono a pantaloni, portati con le sneaker o conle décolletée, in soprabiti tinti in capo, in giacche dalle spalline borchiate di cristalli, in fasce di borchie di cristallo sulle maniche delle giacche in una visione punk, in bustier broccati che coprono camicie a righe o stampate a fumetti, in borse di nylon con cinghie, in borse di pelle con fumetti stampati.

 

stats