MILANO FASHION WEEK

Ferragamo apre un nuovo capitolo con Maximilian Davis

L’atteso debutto di Maximilian Davis, giovane designer britannico con un curriculum degno di nota, è stato in linea con le aspettative per Ferragamo, maison che si proietta verso una nuova era, pur mantenendo intatto il suo heritage. Come trapelato nei giorni scorsi, la location è stata l'ex Seminario Arcivescovile in corso Venezia, che proprio Ferragamo con la società Lungarno Collections trasformerà in un polo dello shopping.

Con questo cambio di direzione il marchio perde anche il nome del fondatore, per diventare semplicemente Ferragamo, raccontando in modo tranquillo un uomo e una donna un po’ blasé, che amano vestirsi mischiando generi e riferimenti al tempo corrente.

Il lavoro di Davis è corretto, come piace all'azienda, con qualche piccola disruption coraggiosa che potrebbe preparare a sorprese future. 

Va in scena la cultura di Hollywood, tanto cara al fondatore, con la sua sensualità e la
sua semplicità e gli scintillii dei cristalli, di cui sono cosparsi gli abiti femminili e quelli maschili dal taglio tailoring.

L'uomo sale in pedana indossando trench classici e completi sartoriali, tutti ton sur ton nella gamma dei beige, mentre per il tempo libero predilige short in pelle morbidissima da abbinare a un blouson col cappuccio.

L’anello di congiunzione tra il femminile e il maschile parte da quest’ultimo capo, indossato anche dalla donna, che però aggiunge nel suo guardaroba abiti leggeri, tailleur con giubbotto e gonna longuette in suede, pantaloni e bluse con applicazioni di paillettes e mini abiti a giacca.

Un lavoro ben centrato, quello di Davis, ma che ha anche lasciato deluso chi sperava nel pizzico di rutilante edonismo che da sempre contraddistingue il giovane designer britannico. Ma è presto per dare giudizi definitivi: meglio aspettare la prossima prova.

a.c.

MILANO WOMEN SS 2023: FERRAGAMO


stats