MILANO FASHION WEEK

N°21: ripartire da tessuti ed essenzialità

Illustrando la collezione N°21 che ha sfilato ieri, 19 settembre, nella sede di via Archimede, il direttore creativo Alessandro Dell'Acqua ha spiegato che il punto di partenza è stata «la voglia di riportare il design nella moda, per ottenere un risultato più originale e meno omologante».

Così i tessuti utilizzati nell'alta moda «sono serviti per rendere più consapevoli i trattamenti tecnici, dallo chiffon vetrificato all'eco struzzo spalmato e lucidato».

Approfondita ricerca sui materiali, dunque, che si esprime tra gli altri nell'abito avvolto da uno scheletro di piume, nei modelli sottoveste costruiti con triangoli di paillette legati da una sottile catena di filo e sovrapposti a T-shirt e fourreaux coprenti, nel multiprene che abbandona il suo utilizzo abituale (viene usato soprattutto per realizzare le coppe dei reggiseni), trasformandosi in gonne e tailleur.

Il faille dà vita ai vestiti da sera ma anche agli anorak sportivi, e la maglieria scopre nuove declinazioni grazie al nylon.

Un leitmotiv è la semplicità delle linee dritte ed essenziali che si alternano ad ampi volumi nei capispalla, tra cui il caban con apertura posteriore, e dei cromatismi che spaziano dal nero, spesso in versione ciré, al color carne del tricot ultraleggero e dei tailleur, fino ad approdare al rosa, al corallo, al fucsia, al rosso scuro e al verde acido.

Tra gli accessori spicca Angela, la borsa in neoprene che si regge con tre lunghe catene in ottone dorato e si chiude con una fibbia. Ma in primo piano sono anche gli zaini, le shopping bag in organza e piume, i sandali dal tacco sottile e con strisce in raso che si stringono in fiocchi sospesi, oppure con cinturini in lattice e fascette in strass.

a.b.
stats