MIlano Fashion Week

Prada e il "touch of crude" di Miuccia e Raf

Il minimalismo portato all’estremo, la sottrazione come processo creativo, il potere dell’assenza, il coraggio dell’imperfezione.

L’estetica rigorosa di Miuccia Prada e Raf Simons torna a imporsi con prepotenza sulle passerelle milanesi e si fa portavoce di un messaggio incisivo, senza autocompiacimenti e sovrastrutture, ruvido nella sua essenzialità.

La collezione si snoda attraverso dissimulazioni e paradossi, con effetti quasi “accidentali”, per aderire il più possibile a un concetto di umanità reale e di vissuti autentici. Lo confermano gli strappi, gli orli non finiti, le lacerazioni nel tessuto.

Nel backstage subito dopo lo show Miuccia parla di abiti che «ruotano intorno al concetto di semplicità, senza inutili complicazioni».

«Ritorniamo spesso su questo concetto che ci attrae dal punto di vista politico, teorico ed estetico - ha aggiunto -. In questa collezione abbiamo cercato di unirlo all’idea di ornamento, di bellezza, di come decorare e abbellire, restando semplici».

Gli abiti, le longuette e i caban hanno un taglio pulito e squadrato, le camicie sono severe, abbottonate fino al collo, oppure si trasformano in una tuta smilza e castigata.

La palette è pacata e abbraccia diverse gradazioni di grigio, bianco e nero, dall’effetto industriale, ma lascia anche spazio a improvvisi squarci di rosso fuoco, verde e giallo, per abiti sottoveste e completi dalle texture liquide.

Un discorso che vale anche per gli accessori, proposti in nappa antica con superfici patinate, pressate e stropicciate, utilizzate per reinterpretare le silhouette archetipiche delle borse Prada.
a.t.

MILANO WOMEN SS 2023: PRADA




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