Milano Fashion Week

Stella Jean: la black revolution targata made in Italy sotto il segno di Wami

All’Adi Design Museum di Milano è andato in scena un altro capitolo della moda multiculturale supportato da Stella Jean e Edward Buchanan, in qualità di pionieri del Black  Made In Italy, mentori e padrini del Talents di Wami, scoperti da Michele Ngonmo.

Esattamente due anni fa, nel 2020, Stella Jean prese una decisione importante, dichiarando al New York Times che non sarebbe tornata alla settimana della moda di Milano, fino a quando fosse stata l’unica designer nera del made In Italy nel calendario ufficiale della Milano Fashion Week.

Da allora da una sola persona è nato Wami-We are Made in Italy, un collettivo e incubatore nazionale composto da tutti i designer dal background migratorio, che rappresentano e lavorano per sostanziare la transizione multiculturale del settore della moda italiana, ponendo l’accento su aspetti come diversità, equità e inclusione.

Una sfilata che ha portato in scena tutta la community di Wami con i capi di maglieria e in denim di Edward Buchnan, seguiti dallacapsule collection del gruppo Faboulous Five.

Poi è stata la volta delle creazioni in rafia di Eileen Claudia Akbaraly e della designer newyorkese Akila Stewart, che trasforma rifiuti di plastica in nuovi oggetti, della linea del coreano Kim Gaeun, che ama giocare e mescolare capi della cultura hip-hop con i costumi tradizionali del suo paese e non per ultimo della stilista di scarpe Neha Poorswani.

A chiudere lo show Stella Jean, con il suo inconfondibile melting pot di tonalità accese degli abiti a rete con dettagli zebrati, delle camicie utilizzate con furbizia su gonne voluminose dal touch africano, e di alcuni altri pezzi che sembrano il preludio a un discorso più ampio, ancora tutto da creare.

Standing ovation finale con la platea commossa dopo il discorso letto da Stella a sua figlia, presente alla sfilata, dove ribadisce il suo impegno sociale sul tema dei diritti delle persone discriminate, perché «Tutti sono uguali e tutti sono uniti sotto la bandiera del Made in Italy».

a.c.
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