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L'intimismo marziale di Lucio Vanotti

Un viaggio verso l'essenziale, il puro, lontano dal frastuono della moda e dalla frenesia dell'apparire a tutti i costi. Lucio Vanotti sottrae, semplifica, riduce, fino a ottenere una collezione dall'esprit marziale, quasi ascetico, fatta di linee rigorose, mosse unicamente dall'asimmetria dei volumi.

 

La silhouette si allunga o si accorcia e ridisegna la figura giocando su piani sfalsati: le maniche sono oltremisura, le camicie-tuniche scelgono lunghezze diverse per il davanti e il dietro e sbucano da sotto le giacche. Niente fronzoli, solo righe orizzontali che percorrono le superfici, lineari e sfrondate da qualsiasi abbellimento.

 

I capi rinunciano a edulcorare l'immagine sobria e fanno propria la semplicità funzionale delle uniformi militari: i suit sono decostruiti, svuotati, alleggeriti. Le tuniche sono delle maxi-coperte. I completi pijama e i cappotti vestaglia si astengono dal superfluo per evidenziare un'allure intimista.

 

Essenziale anche la palette colori: vari toni di bianco, nero e navy, con scelte nette di rosso, kaki e ruggine.

 

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