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Prada: il potere dell'abito

La collezione donna autunno-inverno 2018/2019 di Prada sfila nella quasi ultimata Torre progettata dall’archistar Rem Koolhaas, che completa il complesso della Fondazione Prada e che sarà inaugurata tra poco più di un mese, in occasione del Salone del Mobile. Protagonista indiscussa una donna che ridefinisce i modelli tradizionali del guardaroba femminile, puntando su colori forti e materiali tecnici.

 

Chiaro il messaggio della collezione: ogni donna deve poter vestire come vuole e dare libero corso alla femminilità e sensualità ma con il diritto alla protezione, in un racconto che parte da un’idea della notte come sinonimo di avventura e di libertà.

 

Così la collezione di Prada presenta corazze protettive e sensualità velate, dispiegandosi un volo di osservazione sulla società attuale, sul ruolo della cultura e della moda. In primo piano cappotti in nylon imbottito e stampato con bustier di tessuti di lana in check maschili o in color cammello, tulle sovrapposti ad abiti in lana, fiocchi sulle spalle di cappotti oversize, tailleur in tessuti bouclé, abiti in nylon sottile stampato.

 

E ancora, cappe chiuse e imbottite in nylon in colori fluorescenti, completi pantaloni e bustier dello stesso tessuto pesante di lana, abiti sottoveste in bacchette e strisce di paillettes.

 

Un viaggio onirico e surreale, dove l’essenza poliedrica di Miuccia Prada prende vita attraverso un linguaggio ruvido, ma che lo rende più libero e più diretto.

 

Il suo modo di fare moda e il suo credo sono gli abiti: visto che avvolgono il nostro corpo, devono assomigliare a quello che siamo per poter meglio comiunicare agli altri chi siamo.

 

La cifra stilistica di Miuccia Prada è, del resto, produrre vestiti che hanno consentito una mutazione del vissuto femminile. Al quale Prada ha regalato la possibilità di giocare con l’abito del suo potere.

 

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