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Prada: l’innata ribellione porta a una moda vera e reale

A ogni stagione non reiventa uno stile, ma si concentra su un processo di evoluzione che parte dall’idea proposta la stagione precedente. Il lavoro di Miuccia Prada è emozionale.

 

Nella collezione Prada l'elogio della semplicità si trasforma nella più innovativa visione di moda.

 

Trionfa il velluto millerighe dal sapore Seventy, lo shearling trasformato in pelliccia preziosa, la pelle vintage e infine i fiori astratti che infondono un tocco poetico e romantico ai maglioncini d'angora.

 

«Ho sentito l'esigenza di abbandonare un concetto di lusso esibito per puntare su capi modesti, ma unici, semplici e autentici - dice la fashion designer a pochi minuti dall'inizio della sua sfilata -. La moda deve parlare di quotidianità, la quotidianità è il palcoscenico politico delle nostre libertà».

 

La scenografia della sala-sfilata identifica questo concetto con la centralità intangibile del ruolo femminile contemporaneo, a livello sia pubblico, sia privato. Una parete divisoria e continua, realizzata in legno, separa lo spazio in una sequenza di scenari consecutivi, come se il centro mantenesse una dimensione intima, mentre il perimetro è concepito come un esterno astratto.

 

Una dimensione domestica amplificata dalla presenza dei letti, panche e lampade di uso comune, sparsi per tutta la sala, mentre le pareti sono invase da una serie di poster che simulano uno scenario urbano.

 

In questa cornice sfila il nuovo basico di Prada, dove la semplicità non è mai sinonimo di banalità. Fedele alla ricerca dei colori come il nero, il beige, il marrone, il grigio, il rosso e il viola, che sono utilizzati in accostamento di materiali come lana, velluto a coste, pelle, tweed, angora, maglia, cavallino, shearling, jais, per creare luci e forme di un classico dalle nuance sussurrate.

 

In questa chiave s’inserisce la chirurgia dell’esteta di Miuccia, affascinata dall’anatomia femminile con le sue forme, i suoi movimenti, il portamento e il linguaggio, terreno perfetto per visualizzare e imbastire le sue creazioni.

 

La precisione, punto chiave della sua riflessione, con la ricerca dei volumi e punti che vanno ad appoggiare ogni minima curva scolpendo l’architettura di una silhouette morbida, sensuale e radicale.  

 

Un ciclo naturale, che dal lusso (come Miuccia definisce le precedenti collezioni di qualche anno fa) riporta tutto all’origine e alla quotidianità della strada, con un cocktail di gusto rinnovato o addirittura emancipato.

 

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