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Roberto Cavalli: Surridge riscrive il dna in chiave attuale

A sei mesi di distanza dalla prima prova come direttore creativo di Roberto Cavalli, giocata su una nuova pulizia di linee e cromatismi, in questa seconda puntata Paul Surridge si riappropria del dna della griffe, riletto alla luce del suo personale approccio alla moda.

 

Gli archivi e l'heritage del marchio vengono filtrati attraverso una sensualità contemporanea, fatta di linee smilze e asciutte per i cappotti che lasciano intravedere le gambe e i pantaloni con spacco alla caviglia, mentre gli abiti oscillano tra avvolgenti lane stretch e fluttuanti chiffon, tra drappeggi e trasparenze.

 

La ricchezza dei materiali, compreso il denim impreziosito da ricami, va di pari passo con quella di fantasie e decorazioni: l'animalier si riprende prepotentemente la scena, attraverso stampe che richiamano il mantello della lince e di altri grandi felini e motivi ispirati alle striature dei piumaggi di uccelli esotici. Esotiche sono anche le pelli, con pitone e coccodrillo in primo piano.

 

Italiana resta però l'essenza della collezione, frutto di un lavoro artigianale che si esprime anche negli accessori, come le calzature a punta poggiate su sottili tacchi a lama o le borse con dettagli metallici. I gioielli, ispirati al Rinascimento, ribadiscono il forte legame con la cultura non solo del sapere, ma anche delle mani, che solo il nostro Paese può vantare.

 

La palette gioca su tinte intense come il rosso - fotografatissimo il trench in questo colore, indossato da Bella Hadid - e il viola, alternati al nero, al blu polvere e al crema. Per la prima volta sale in pedana l'uomo, conquistato dalla pelle, nera o colorata, e a sua volta irresistibilmente attratto dall'animalier.

 

«In passerella ho visto uno stile Cavalli ricalibrato sui tempi attuali, complessivamente convincente - commenta tra i buyer Federico Giglio di Giglio a Palermo -. Quanto al menswear, che per questa griffe non è mai stato il vero punto di forza, ho apprezzato l'impronta rock ma senza eccessi».

 

«Ho ritrovato lo stile grintoso che fa breccia sul nostro mercato - afferma Armando Nasser di S.A.X. Department Store a Ciudad del Este in Paraguay -. Da noi vanno i capi con fantasie e colori che non passano inosservati e mi sembra che ora il marchio si stia risintonizzando su questa tendenza. Ho apprezzato in particolare i pantaloni e i capi in pelle».

 

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