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Salvatore Ferragamo: ibridazioni e fusioni per raccontare la tradizione

Da Salvatore Ferragamo ha sfilato una donna in movimento, sempre elegante, che vive di colori e di tre diverse silhouette, che percorrono abiti e capispalla. La prima è aderente ma non costrittiva, la seconda è diritta e la terza si compone dall’unione delle prime due, diritta sul davanti e morbida dietro.

 

L'avvolgente universo della palette classica si protrae fino a tinte accese come il verde, l'arancione e il viola, per un giusto equilibrio d’incroci cromatici.

 

Il classico cappotto in mohair dal colore scuro lascia posto alla rilettura del piumino coat-size, versatile e trasformabile, all'insegna della funzionalità.

 

I volumi dei capispalla sono fluidi e la silhouette si avvicina al corpo, come nelle avvolgenti proporzioni di colli e cappucci, sublimi cornici per il volto.

 

Posto importante occupa anche la maglieria, che enfatizza le forme architettoniche, puntando per esempio sul comfort dei tuxedo in maglia.

 

Pregiati gli accessori: la classica Soft Sofia, iconica borsa di Ferragamo, cambia con nuovi colori e materiali. Con la Saddle Soft, la morbidezza del touch diventa approccio visivo. La Thalia Gancio strizza l’occhio alla comodità dei borselli maschili.

 

Le scarpe, in materiali diversi, prevedono finissime lavorazioni artigianali e un mix di suggerimenti d’archivio, reinterpretati in forme nuove: tacco colonna, carro armato, décolletée verticale. Per la sera, tacco “F” distintivo, con tomaie a “guanto”.

 

La nuova grammatica firmata Salvatore Ferragamo - con la complicità di Fulvio Rigoni, direttore creativo della linea donna - sottolinea il legame con l’eredità stilistica del marchio, interpretando il giorno e la sera con femminilità e dinamismo.

 

 

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