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Shanghai Tang: Bastagli e Giornetti svelano il nuovo corso

«Oggi il mercato impone scelte chiare: stare molto in basso o molto in alto. Noi abbiamo imboccato la seconda strada, all'insegna del made in Italy e di un prodotto di target alto»: parole di Alessandro Bastagli, imprenditore che, dopo aver rilevato il marchio Shanghai Tang, lo proietta nel futuro insieme al direttore creativo Massimiliano Giornetti. Il lancio a Milano oggi, 21 febbraio, a Palazzo Serbelloni.

 

Tema conduttore della collezione autunno-inverno 2018/2019, di cui è stata presentata una selezione di una trentina di capi uomo e donna, è la "danza dei fili", «un viaggio metaforico dall'Italia alla Cina - spiega Massimiliano Giornetti - emblemi di due culture millenarie, pensando alla Via della Seta e all'Esercito di Terracotta, ma anche a un forte recupero dell'artigianalità, che accomuna l'heritage italiano a quello cinese».

 

«L'equazione luxury uguale prezzo elevato, ma senza altri contenuti di creatività e ricerca, non è stata il mio punto di partenza - continua lo stilista -. Per me alto di gamma significa più che altro unicità e cultura, da esprimere attraverso gli abiti». 

 

Se pulizia ed essenzialità contraddistinguono le forme, nelle nuove proposte materiali e dettagli racchiudono la vera essenza del lusso: pellicce finemente lavorate, velluti, broderie che mimano broccati e damaschi si alternano a tessuti imprimé, leggeri matelassé con ranghi di minuscole borchie e ricercate stampe foulard.

 

Gli accessori spaziano dalle piccole borse di forma rotonda ai gioielli, che si rifanno ad amuleti e monili ancestrali.

 

«Abbiamo deciso di offrire il meglio del meglio a un prezzo giusto per la qualità che garantiamo - commenta Alessandro Bastagli -. Cercando questa qualità abbiamo spostato la produzione dalla Cina all'Italia. Non è stato semplice, ma era necessario».

 

«Il target di riferimento - prosegue Bastagli - è la fascia dei e delle 25-45enni, che viaggiano, studiano, si informano e cercano un prodotto bello, in grado di rispecchiare il loro mondo».

 

Come precisa l'imprenditore, il nuovo cammino di Shanghai Tang - brand fondato nel 1994 a Hong Kong da David Tang, scomparso nell'agosto 2017 - è fatto di piccoli passi: «Abbiamo una Ferrari ma dobbiamo metterci la benzina. Partiamo da un "tesoretto" di 40 milioni di euro di fatturato, che vogliamo consolidare nel 2018, e da 16 negozi nostri, sparsi tra Hong Kong, Pechino, Singapore, Macao, Shanghai e gli aeroporti».

 

«L'obiettivo - puntualizza - è mettere bandiere in altre aree, con Europa e Italia in pole position. Non a caso, i primi monomarca che intendiamo aprire, nel giro dei prossimi 24 mesi, saranno a Milano e a Parigi».

 

Il canale wholesale sarà presidiato selettivamente, «concentrandoci su una trentina di multimarca».

 

«Stiamo studiando in parallelo la digitalizzazione completa del marchio - interviene Edoardo, figlio di Bastagli, al suo fianco in questo progetto - che significa sia e-commerce, o meglio omnicanalità, con un nuovo sito probabilmente già pronto in aprile, sia strategie mirate di social marketing».

 

 

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