MILANO MODA DONNA

Fendi e Karl Lagerfeld: una lunga storia d’amore

Imaxtree

Fendi fa sfilare sulla passerella milanese l’ultima collezione disegnata da Karl Lagerfeld, all'insegna del suo concetto sempre attuale di glamour, ma soprattutto della ricerca della bellezza.

Il savoir faire, con un tocco di ironia, trova il suo apice nei capi sartoriali con spalle a pagoda, che vanno indossati stretti in vita da fluttuanti cinture a fiocco. I colletti a punta delle camicie si abbottonano alti, secondo l’inimitabile stile di Karl.

Geometrie a diamante abbondano nelle mutevoli linee delle trasparenze, delle plissettature e dei teli trasposti, uno sopra l’altro, come gonne a portafoglio con pieghe a cannoncino. Spiccano le tute in tulle monogrammato e i capispalla in pelle tagliata al laser. Dettaglio d'autore, i bottoni cabochon con il logo corsivo FF “Karligraphy”, disegnato da Lagerfeld nel 1981: un dettaglio ripreso anche sulle pellicce.

Gli accessori  si inchinano al diktat dello stilista: la borsa Baguette è in vernice goffrata, la Metal Frame Tote in pelle di vitello lucida o con strisce. Intanto la Pequin in montone si piega, trasformandosi in clutch, mentre la Peekaboo riprende le tecniche di intaglio dell’intera collezione.

Spazio alla fantasia e agli accoppiamenti materici più estremi nelle flat dal tacco quadrato o negli stivali a punta con tacco alto in neoprene brillante e maglia, che richiama i leitmotiv della stagione. 

A concludere la sfilata un tributo al designer, morto il 19 febbraio a 85 anni, attraverso un video sui «54 years together», in cui Kaiser Karl racconta l'inizio del lungo sodalizio con la maison romana nell'orbita di Lvmh, disegnando se stesso quando fece il proprio ingresso in Fendi.

«Stiamo parlando della preistoria, ma ricordo bene che avevo un cappello di Cerruti - dice - occhiali scuri, i capelli lunghi, una cravatta stampata lavallière, una giacca Norfolk, come quelle inglesi da caccia, pantaloni alla francese, stivali e una borsa che avevo trovato a Milano. Era il mio stile, disreputable (letteralmente disdicevole, poco raccomandabile, ndr). Correva l'anno 1965».

Commozione generale e qualche lacrima tra le modelle, in particolare Gigi Hadid.

«Abbiamo perso un uomo unico e un designer senza uguali, che ha dato così tanto a Fendi e a me stessa - aveva detto nei giorni scorsi Silvia Venturini Fendi, direttore creativo dell'uomo, del bambino e degli accessori Fendi -. Ero una bambina quando ho visto Karl per la prima volta. Lui è stato il mio mentore e punto di riferimento. Bastava uno sguardo per comprendersi. Per me e per Fendi, il genio creativo di Karl Lagerfeld è stato e sarà sempre la luce guida che ha plasmato il dna della maison. Mi mancherà moltissimo e porterò sempre con me i ricordi dei giorni passati insieme». 

a.c. e a.b.

MILANO WOMEN FW 19-20: FENDI



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