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Alessandro Sartori (Zegna): «La mia moda è tutta un clash»

Dopo essere rientrato da Pitti Uomo, dove ha presentato ZZegna, Alessandro Sartori aprirà stasera alle 20 (all'Università Statale) le sfilate milanesi con la collezione primavera-estate 2018 di Ermenegildo Zegna. «Credo in un'estetica - racconta lo stilista - che crea uno scontro continuo fra artigianale e contemporaneo, fatto a mano e high-tech».

 

Per il designer biellese, nominato la scorsa stagione direttore artistico di tutte le linee del gruppo di Trivero, si tratta della seconda stagione del mandato, che lui ha trasformato in un'occasione di evoluzione, anzi di rivoluzione, per un'azienda che vanta oltre 100 anni di storia.

 

In un'intervista esclusiva al nostro giornale, Sartori parla della sua estetica come di un continuo «clash» tra artigianale e contemporaneo, analogico e digitale, handmade e high-tech. Una collisione non meramente d'immagine fra tailoring e sportswear, con capi della tradizione sartoriale capaci di incontrare pezzi di derivazione sportiva, ma una sintesi «reale», «profonda», tra due mondi eterogenei e distanti, capace di arricchire i capi con «contenuti innovativi reali».

 

«Abbiamo introdotto la "Pelle Tessuta", che tramite un particolare telaio trasforma strisce sottilissime di pelle in un materiale inedito - esemplifica Sartori - e la "Techmerino", una lana intelligente, trattata meccanicamente, che mantiene le sue peculiarità igroscopiche, ma è easy care e si può mettere in lavatrice».

 

Lo stilista parla a ruota libera su prodotto, creatività 4.0, digitale e su quello che cercano i consumatori oggi, oltre che della sua esperienza quinquennale da Berluti a Parigi, prima di tornare a "casa", richiamato dal ceo Gildo Zegna: l'intervista completa è disponibile sul numero 7 di Fashion, in distribuzione in questi giorni durante Milano Moda Uomo (nella foto, un ritratto di Alessandro Sartori by Luca De Santis).

 

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