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Dolce&Gabbana: re o angeli

Un big bang creativo, con la galassia dei Millennials riassunta nello spazio di una passerella dedicata a “re e angeli”, dove Stefano Gabbana e Domenico Dolce mandano in pedana al posto dei modelli la nuova generazione di giovani intrattenitori globali, chiamandoli "i nuovi re”.  Numerosi i bellissimi sotto i riflettori di Dolce&Gabbana, tra marsine e cappe da ostensorio ricamatissime, pantofole di velluto solcate di rose e calzini fucsia, corone da re e pelliccione di agnello.

 

Tra gli altri Dylan Jagger Lee, Paris Brosnan, Jake Carter, Myles O'Neal, Farren Fucci, Kevin Chaplin, Rafferty Law, Ross Lynch, Theodore Ruspoli, Mario Maurer, Wei Long Song, Nao Tagahashi, Kosuke Hirano, Bunta Simizn, Riccardo Marcuzzo, Tedua, Cameron Dallas, Gabriel Kane Day-Lewis, George Spencer-Churchill e il calciatore Paulo Dybala, che in pochi riconoscono e scambiano per un influencer.

 

Fuori dal teatro dove si svolge l'evento, un esercito di ragazzine urla i loro nomi. All'interno, i due designer hanno le idee molto chiare riguardo alla situazione e alla rivoluzione in atto, facendo interagire ricami e tessuti con il savoir faire della maison, fatto di fiere eccellenze artigiane e tradizionale sartoriale, con le tecnologie e la ricerca.

 

Uno spettacolo forte e coinvolgente, in cui Dolce&Gabbana - protagonisti anche domani, 14 gennaio, con lo show #DGSartoria, aperto al pubblico in Rinascente - riescono un'altra volta dove altri designer continuano a sbagliare: uscire dai circoli polverosi e oscuranti dei propri atelier,  così da vedere e capire il mondo per quello che è e per quello che sta diventando.

 

In un inizio di stagione di sfilate uomo che sembra più un fashion weekend, il duo si concentra sul presente e gli ricama intorno un abito che gli calza a pennello. Show nello show, il gran finale con il concerto di chiusura di Maluma, di paillettes d’argento vestito.

 

E’ una mutazione evolutiva, che parte dai primordi di una classicità conosciuta, proiettandola verso un futuro ancora tutto da scrivere.

 

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