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Il "New World" di Helen Anthony tra military e urban style

Ultimo appuntamento della fashion week, il brand inglese Helen Anthony fa il proprio debutto in passerella a Milano Moda Uomo con una collezione dall'aplomb sartoriale, che amalgama l'estetica British degli anni Quaranta con un gusto urban e atmosfere fusion.

 

Il design è rigoroso, sagomato sul corpo, per strutturare la silhouette: le giacche doppiopetto scendono sotto i fianchi, posandosi su tuniche leggere, i pantaloni sono stretti e corti sopra la caviglia, i trench riecheggiano le uniformi militari del periodo bellico, con volumi e forme enfatizzati da pieghe sul retro, bottoni in metallo, mostrine, tasche a battente.

 

Pezzi dall'eleganza dichiarata, che fanno propri il classico tartan della tradizione inglese, gessati, Principe di Galles, fantasie tappezzeria, per spingersi verso soluzioni più sporty, con bomber e giubbotti in cavallino in versione red e la grande scritta "Peace" che inneggia alla pace.

 

Lo stesso lettering ritorna sui maxi pull in lana che arrivano fino alle ginocchia, ricamando il collo a dolcevita o trasformandosi in fantasia astratta, e si posa sulle bag, anch'esse maxi e dalle forme insolite, come quella ispirata al Tower Bridge sul Tamigi.

 

A una monumentale pelliccia bianca spetta chiudere il sipario sulla passerella, dove lo stilista Anthony Naeem esce a raccogliere gli applausi con la figlia, nata da poco.

 

Una storia recente, la sua, iniziata due anni fa con la produzione di abiti su misura, seguiti dalla prima collezione di ready-to-wear per l’autunno-inverno 2015/2016, che gli hanno permesso di guadagnarsi l'appellativo - tra la stampa britannica - di «nuova star di Savile Row» (vedi anche l'articolo pubblicato su Fashion n. 1, in distribuzione in questi giorni).

 

Il nome del marchio è un omaggio alle radici del designer: «È il frutto di una crasi tra il mio nome, Anthony - racconta - e quello di mia nonna Helen (Thomas, ndr), mia grande sostenitrice e la prima che mi ha insegnato le regole del tailoring».

 

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