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N° 21: il layering senza regole di Alessandro Dell'Acqua

N° 21 usa la passerella come un crocevia di correnti estetiche: il jungle style per giacche e blouson, gli scozzesi dal sapore british, gli accenti motorcycle, gli echi skywear. Lo stilista Alessandro Dell'Acqua si nutre di opposizioni dialettiche, che sintetizza in una moda veloce e istintiva, scevra da formalismi.

 

Il blouson camouflage sorprende con il retro in tartan, la felpa in pile si accende di paillette sul cappuccio, i giubbotti in pelle da motociclista si sposano con i pantaloni sartoriali, i caban in tessuto check hanno dettagli in nylon militare, i cappotti sono di lana accoppiata con il neoprene, la pelliccia è a pelo lungo doppiato da un K-Way di nylon staccabile, i maglioni di ispirazione norvegese hanno disegni sfilacciati, per sfuggire alla gabbia della perfezione.

 

A fare da collante, materiali e colori caldi come marrone, beige e cammello, intervallati da giallo e rosso, che spesso diventano motivo bicolore per i duvet o dettaglio decorativo sotto forma di righe per pull girocollo e maxicardigan di mohair.

 

La collezione, come racconta Alessandro Dell'Acqua, nasce da una riflessione sul momento culturale del presente e vuole essere uno stimolo al cambiamento: «Sono partito dalle atmosfere delle foto delle manifestazioni e delle riunioni nei circoli degli anni Settanta - spiega -. Di quelle immagini, più che il modo di vestire o le scritte degli striscioni, mi ha colpito l’atmosfera, molto permeata da quello spirito di libertà che corrispondeva sia al pensiero sia alla vita degli uomini e delle donne di quegli anni. Uno spirito libero che si rifletteva anche nell’abbigliamento. Così, in questa collezione, più che ripetere i canoni della moda, mi sono lasciato trasportare proprio dalle associazioni libere dei pensieri, delle parole, delle azioni e dei modi di vivere che creavano quelle atmosfere».

 

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