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Ermenegildo Zegna: il nuovo lessico sartoriale in chiave green

Alessandro Sartori sceglie nella nuova collezione di Ermenegildo Zegna di ridefinire il tailoring, reinventando e riciclando i tessuti in base a una nuova attitude, mentre il know-how sartoriale del brand viene esplorato in nuove direzioni ibride.

Coerente con questa impostazione è la location, una ex fonderia nel quartiere Bovisa, pura archeologia industriale della periferia milanese, che diventa set di sfilata grazie alla collaborazione con Anne Patterson.

L’artista americana ha reinventato lo spazio, collocando al centro un enorme cubo sospeso, composto da centinaia di nastri ricavati da avanzi di tessuti Zegna delle precedenti sfilate: l’installazione, chiamata Art of Earth, rimarrà visitabile fino alla fine di gennaio e saranno organizzati anche percorsi guidati per le scuole.

Un invito agli spettatori a coinvolgersi nel mood di collezione, strettamente legato al gioco di colore, materia e luce, traslato nell’eleganza dell’uomo Zegna in cui il formale si reiventa e prende nuova vita in una silhouette pulita e stratificata.

Il tutto per mettere in evidenza il layering accentuato e dettagli ergonomici, che servono come note funzionali del processo costante di definizione di nuove forme. L'uomo luxury di Ermenegildo Zegna è tale anche quando sceglie di indossare solo una camicia tradizionale assieme al gilet sartoriale, che fa il suo ritorno come passe-partout, o un altro modello di camicia, che diventa blouson a manica corta.

Tagli tattici giocano nella metamorfosi di trame e forme, esaltando gli abiti a tre bottoni con giacche a un petto e mezzo, leggermente squadrate, e i pantaloni stretti sul fondo, indossati con voluminosi giacconi.

È un gioco di ricerca, quello operato sul cappotto dai volumi ampi o all'insegna di una ispirazione che proviene dal parka, per confluire in una cura maniacale della qualità, che punta su lavorazioni inedite dal touch chic.

La palette cromatica è neutra, dominata dai toni del mastice, dell’arenaria, del cloudy sky, del quarzo marrone e del verde loden scuro, illuminato da tocchi di ambra, rame, oro rosa e blu pavone, un insieme completato dal nero opaco.

I tessuti diventano sempre più sperimentali, ampliando ulteriormente il progetto #UseTheExisting, al suo terzo step. Dopo il processo di recupero di fibre e filati e quello dei tessuti, operazioni messe in atto nelle due precedenti collezioni, ora è la volta del riciclo dei capi stessi, provenienti da stock di invenduti, nell’ottica di arrivare a zero spreco.

L’effetto moiré, i macro-check e i paesaggi digitalizzati sono sviluppati attraverso stampe, jacquard e lavorazioni dévoré, che giocano con strati e forme diverse. Anche i tessuti semplici, come la flanella di cashmere riciclata o l’Achillfarm e il panno di lana interamente realizzato con gli scarti della confezione degli abiti, sono molto innovativi.

La pelle di vitello è incisa al laser, tagliata a mano e stampata, oppure spazzolata con tecniche speciali che le conferiscono una texture vissuta. Una speciale selezione di materiali tessuti a mano è stata inoltre sviluppata con 25 ragazze della comunità di San Patrignano su 10 telai a mano.

Sportivamente eleganti gli accessori: marsupi e borse oversize insieme alla Insta-pack, nuova icona del brand, una cross-body bag ispirata al mondo della fotografia contemporanea che completa l'uniforme urbana del traveller metropolitano.

Ai piedi dell'uomo Zegna sfilano stivali e polacchini lucidati, con la suola importante, must have per gli stylish man del prossimo inverno.

a.c.

MILAN MEN FW 2020-2021: ERMENEGILDO ZEGNA


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