MILANO MODA UOMO

La "spietata gioventù" di Marni

Francesco Risso, direttore creativo di Marni, definisce la collezione che ha sfilato oggi in via Ventura «un'esplorazione metamorfica della nuova gioventù, condotta sul filo della tridimensionalità».

Il punto di partenza è un substrato classico, fatto di cappotti in tessuto bouclé, giacche e pantaloni in fustagno, camicie Oxford rivisitate e corrette, ma in proporzioni esagerate. Via via che lo show prosegue è la psichedelia a prendersi la scena, «animale e pansessuale», come recita una nota, con un bestiario ribelle che cambia i connotati a camicie, parka e anorak.

Maglie in mohair a macrorighe colorate si alternano a gessati "disallineati" e alle stampe riprese da Allegro non troppo, il film d'animazione del 1976 firmato da Bruno Bozzetto.

Il risultato è un'esplosione di creatività liberatoria, che si esprime anche negli accessori come i mocassini graffettati e assemblati e i Banana Sock boot, oltre a lucchetti, fiaschette e catene.

Risso associa a questa collezione una "filastrocca allegra non troppo", che recita: «Accipicchia sono arrivati. Li abbiamo scatenati. Viluppo di neuroni, antifone, emozioni. Protestano per tutto, indossano tenzoni. Uno diventa l'altro, l'altro diventa uno, solo non è mai nessuno». Una tribù di ragazzi (definiti la "spietata gioventù"), che «mandano ai pazzi, so' terribili, ma incredibili. Mai sull'onda, voglion la baraonda».

Un gruppo che «è feroce, ma non nuoce. Nuoce solo all'arroganza che s'allarga nella stanza».

MILANO MEN FW 19-20: MARNI



a.b.
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