MILANO MODA UOMO

Philipp Plein pensa in grande, ma lo show di stasera è esclusivo

Non uno show kolossal, ma una sfilata per 200 invitati in uno dei luoghi storici di Milano, Palazzo Clerici: Philipp Plein presenta questa sera, nella prima giornata di Milano Moda Uomo, le novità dell'autunno-inverno 2019/2020, mentre domani sarà ancora protagonista con la passerella di Billionaire, marchio di cui ha acquisito il 51% tre anni fa.

Il nome di Philipp Plein - al quale Fashion, in distribuzione in questi giorni, ha dedicato la cover e un servizio nelle pagine interne, con un'intervista a cura del nostro direttore Marc Sondermann - è più che mai sotto i riflettori.

L'ultima indiscrezione in ordine di tempo è quella secondo la quale importanti fondi internazionali del private equity e alcuni gruppi avrebbero messo sul piatto cifre consistenti - intorno ai 700 milioni di euro e più - per accaparrarsi la maggioranza della società, dopo che nei mesi precedenti erano girate altre voci: allora si era parlato di un'eventuale cessione della minoranza, senza contare il rumor che vedeva in Philipp Plein un possibile acquirente della maison Roberto Cavalli.

Ma il designer-imprenditore, a capo di una realtà da circa 250 milioni di fatturato, con la prospettiva di una crescita del 15-20% nel 2018, ha sempre gettato acqua sul fuoco. Anzi, con lo stile diretto e "muscolare" che lo contraddistingue, ha affermato: «Io per 700 milioni non mi siedo nemmeno a discutere».

Fatto sta che Philipp Plein è uno dei personaggi del momento, a cui piace «pensare in grande», come ha ribadito a Marc Sondermann durante l'intervista sul nostro magazine.

«Tra cinque anni vedo il mio gruppo sempre più grande, sempre più established! - ha sottolineato -. Faccio moda da nemmeno dieci anni, nonostante il marchio abbia quasi 20 anni. Ho iniziato con l'arredamento e ora il Gruppo Plein conta già tre brand e ricavi in costante crescita».

«Al di là di concept e design - ha aggiunto - prediligo sempre funzionalità e concretezza. È un retaggio che ho dall'industrial design, dove è impensabile produrre qualcosa che sia bello, ma inutile».

A cura della redazione
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