New entry De Vincenzo, Quaranta, Han Kjøbenhavn

Deal con il British Fashion Council: la fashion week di Milano è più internazionale. Arriva A Cold Wall

«Alla fashion week di gennaio (dal 10 al 14, ndr) vedremo 77 collezioni, contro le 56 della scorsa stagione. E avremo una giornata in più. Direi che bastano questi numeri per far capire che questa edizione sarà più forte che mai». Così il presidente di Cnmi-Camera Nazionale della Moda Italiana Carlo Capasa ha presentato il programma di Milano Moda Uomo (10 al 14 gennaio), che vedrà una nutrita presenza di designer inglesi, grazie alla collaborazione con il British Fashion Council, primo fra tutti Samuel Ross con il suo brand A Cold Wall (nella foto).

Come previsto, il calendario ha evidenziato un ampio numero di marchi che torneranno a sfilare, alcuni dopo l'esperienza degli show co-ed (Gucci, N°21, Ferragamo), altri in arrivo da trasferte fuori da Milano (Iceberg, Prada, Msgm).

«Devo per questo ringraziare la visione dei nostri associati, a cominciare da Gucci - ha osservato il numero uno di Cnmi - che non solo ha scelto di tornare a presentare l’uomo, ma ha voluto farlo nella giornata conclusiva di martedì. Il menswear è uno dei segmenti che crescono maggiormente ed è giusto che si riprenda i suoi spazi, anche in termini di calendario».

Oltre alle rentrée dei big brand, sono le new entry a rendere Capasa particolarmente entusiasta della manifestazione: nomi come Marco De Vincenzo, Fabio Quaranta, Reshake, Han Kjøbenhavn e sopratutto A Cold Wall.

La presenza del marchio inglese fa parte della collaborazione  dell'asse Milano-Londra, che prevede anche un evento (ancora in via di definizione e per il momento tenuto top secret) realizzato in tandem tra uno stilista italiano e uno del Regno Unito e la presenza del contenitore di talenti London Show Rooms, che occuperà per tutta la durata della fashion week lo Spazio Savona 56. All’interno del contenitore di talenti verranno presentate le collezioni di dieci designer emergenti britannici e cinque italiani. Protagonisti del progetto anche studenti italiani che studiano nelle scuole di moda inglesi.

«La collaborazione con il British Fashion Coincil è una novità incredibile - puntualizza Capasa -. Il fatto che due Camere della Moda collaborino è un bel segnale e testimonia quanto Milano sia attrattiva in questo momento. L'intesa è stata fatta con spirito di collaborazione ed è anche un messaggio, nell’anno della Brexit, per dire che noi, come moda, vogliamo continuare a cooperare».

«Dobbiamo valorizzare sempre più la nostra proposta uomo - conclude Capasa -. Con Pitti rappresentiamo il polo maggiore per vedere cosa succede nella creatività italiana. Stiamo cercando di fare sistema, costituendo un polo italiano che sia di riferimento». 

 

an.bi.
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