new york fashion week

Calvin Klein: il sogno-incubo americano di Raf Simons

Continua l'esplorazione dell'American way of life da parte dell'europeo Raf Simons, nel suo nuovo percorso come chief creative officer di Calvin Klein. Di scena a New York riferimenti al cinema, alla pop art e in particolare a Andy Warhol, con Kaia Gerber (figlia di Cindy Crawford, nella foto) per la prima volta in pedana.

 

Dietro le quinte dello show, il fashion designer ha commentato: «Tutto parte dall'American horror e dall'American beauty. La moda cerca di nascondere il primo ed esaltare la seconda, ma entrambi fanno parte della vita».

 

La collezione rispecchia questo dualismo, amalgamando la sartorialità alla trasgressione e le citazioni del passato a una modernità intrisa di dissonanze, mentre tra i materiali il nylon e la gomma fanno da contraltare, per esempio, alla pelle dipinta a mano. Importanti i giochi di volumi e gli stacchi pop di colore, con le superfici che si fanno ora lucide, ora macchiate, ma che non sono mai "lisce", morbide.

 

Simons, alle prese con l'attualizzazione di un'icona dell'americanità quale è Calvin Klein, riporta alla ribalta un'altra icona, Andy Warhol: in collaborazione con The Andy Warhol Foundation for The Visual Arts, personalizza alcuni modelli con i ritratti di personaggi immortalati da Warhol. Tra questi, guarda caso, Dennis Hopper, indimenticato interprete e regista di una pellicola che ha fatto la storia del cinema a stelle e strisce, Easy Rider.

 

All'allestimento della sfilata ha dato il proprio contributo l'artista Sterling Ruby, con l'installazione site specific Sophomore, fatta di grandi pon pon colorati e altri elementi, volti a ricreare il mondo di «un teenager americano idealizzato».

 

Sempre Sterling Ruby ha contribuito al layout del flagship del brand sulla Madison avenue, recentemente riaperto con un nuovo concept.

 

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